Il rispetto per morale, non per regolamento

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Il rispetto per morale, non per regolamento
Credetemi sono rimasto basito quando ho appreso dai media che una persona è morta in un supermercato, luogo di per se già di disumanità perché il contatto umano tra cliente e venditore è ridotto al minimo, e l’esercizio commerciale ha continuato a rimanere aperto, mi auguro per superficialità e non in nome del dio denaro e del suo alfiere, la legge del profitto. Personalmente ritengo che il rispetto per i defunti indichi il grado di civiltà di un Paese, il legame misterioso e continuo tra la realtà e l'aldilà segna chi prima o poi ne viene a conoscenza.

Se la vita di ogni essere vivente è sacra e bisogna averne il massimo rispetto anche da morto. Tutti gli esseri viventi meritano il massimo rispetto e anche se non c’è un regolamento ma esiste la regola dettata dalla coscienza che chiamo delle tre R, Rispetto per noi stessi, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le nostre azioni. Purtroppo viviamo in un tempodove molte persone hanno smarrito il valore più importante del vivere civile, il rispetto.

Siamo sempre di più preparati e tecnologici e super informati, ma se una persona anziana che è in difficolta o chiede di cederti il posto, lo guardano con sufficienza o peggio ancora lo ignorano. Forse non ci ricordiamo che l’educazione non è il rispetto delle regole ma il rispetto degli uomini e la vera umanità si contraddistingue non dai dal colore della pelle, ma dalla nostra umanità cosciente. (blog di Giorgio Cortese)

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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