Il Testamento del Maiale, messer Grugno Corocotta!

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Il Testamento del Maiale, messer Grugno Corocotta!
Prima di uccidere il maiale, vi siete assicurati di avere un notaio a portata di mano? C’è la questione del testamento, e non è cosa da poco. L’uccisione del maiale, per molti secoli, ha rappresentato un momento veramente importante, ai confini del sacro, per le popolazioni che se ne nutrivano. Tanto importante che al porco è riconosciuto uno status quasi umano, comunque intelligente: così intelligente da rendere necessario un testamento, nel quale il sacrificando dispone dell’utilizzo del suo corpo dopo la morte. E’ evidente qui che con l’umanizzazione dell’animale ci si riallaccia a tutta una serie di antichissimi riti propiziatori, antichi forse come l’umanità stessa: riti nei quali si riconosce una sostanziale identità tra l’uomo e la bestia, destinati dalla sorte a servire ora l’uno, ora l’altro come alimentazione, nei quali si scongiura la possibile vendetta dello spirito del sacrificato e assieme ci si appella alla sua generosità. La tradizione popolare ha tramandato fino a noi alcuni di questi testamenti; quasi sempre, il senso propiziatorio iniziale è stato celato dietro una maschera di ironia a ridosso di un’altra ricorrenza altrettanto antica ed oscura: il Carnevale, nel momento in cui il rovesciamento simbolico dei ruoli avvicina di nuovo l’animale all’uomo, ed il precetto di togliere la carne può ben essere sottolineato da una ultima scorpacciata.

La versione che segue è liberamente tratta da queste antiche tradizioni: “Il sottoscritto peccatore e lurido maiale messer Grugno Corocotta, devo morire perché è Carnevale, ma prima che sia morto sentite che vi dice questo porco! Ho fatto testamento. E non potendolo scrivere di mano mia, lo dettato al cuoco  Zichittone, il sedicesimo giorno delle calende di Candelora, sotto il consolato dei consoli Tegame e Speziato quando abbondano le verze. Carissimi miei estimatori e preparatori, chiedo che con il mio corpo vi comportiate bene e che lo condiate di buoni condimenti, di mandorle, pepe e miele in modo che il nome mio sia lodato in eterno. E ordinate ai  presenti al testamento, di firmarlo. 

A mio padre Verro de’ Lardi do e lego che siano dati trenta moggi di ghiande e a mia madre Vetusta Troia do e lego che siano dati quaranta moggi di segale della Laconia e a mia sorella Grugnetta, alle cui nozze non potei esser presente, do e lego che siano dati trenta moggi di orzo. Lascio a Priapo, dio della fecondità e degli orti, il mio grugno, col quale possa cavare i tartufi dal suo horto, delle mia interiora do e donerò ai calzolai le setole, ai litigiosi le testine, ai sordi le orecchie, a chi fa continuamente cause e parla troppo la lingua, ai bifolchi le budella, ai salsicciai i femori, alle donne i lombi, ai bambini la vescica, alle ragazze la coda, ai codardi i muscoli, ai corridori ed ai cacciatori i talloni, ai ladri le unghie ed infine al qui nominato cuoco lascio in legato mortaio e pestello che mi ero portato e che ci si leghi il collo usandolo come laccio.

Al padrone, che conoscete tutti, gli lascio i miei buonissimi prosciutti perché‚ per tutto l’anno, inverno e estate, si faccia le sue grandi pappate. Infine lascio il resto del mio corpo, a chi gradisce e apprezza questo porco, che fra salsicce, sfrizzoli e prosciutto non se ne spreca niente, è buono tutto! Così io vi farò peccar di gola anche da morto, basta la parola. Fra salsicce, salami e bei prosciutti uno per uno vi accontento tutti! Ed infine voglio che mi sia fatto un monumento con su scritto in lettere d’oro al maiale M. Grugno Corocotta che visse 999 anni e mezzo e, se fosse campato ancora sei mesi, sarebbe arrivato a mille anni.

Firmato da Lardone.Bisteccone. Comino,. Salsiccio.Coppa.Capocollo.Prosciutto. Testimone il cuoco Zighittone. Qui finisce in tutta regola il testamento del maiale redatto il giorno 16° delle calende di Candelora, consoli Tegame e Speziato”. (blog di Giorgio Cortese)

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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