Inorridito per l’orrido quotidiano

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Inorridito per l’orrido quotidiano
Gli efferati delitti avvenuti recentemente qui nel verde, una volta Felix, Canavese mi pongono delle  domande nell’animo su quello che sta avvenendo. Apprendo di questi feroci delitti che prima leggevo sulla cronaca nera dei giornali  o vedevo in televisione, episodi che già avvenivano, ma toccavano il mio animo informa marginale. Personalmente non entro nel merito delle indagini, ma i recenti episodi sono motivo di riflessione sul valore del denaro nella nostra attuale società, un simbolo elevato a dio, il dio denaro appunto. Inizio allora con un celebre apologo tramandato dallo storico Tucidide: “Un ateniese si recò da Temistocle per un consiglio, gli disse che doveva maritare una figlia e doveva  scegliere tra due pretendenti: uno ricco ma stupido e l'altro onesto e intelligente ma povero.

E Temistocle gli rispose che era  meglio un uomo senza beni che dei beni senza un uomo!” Ritengo che questo apologo abbia una sua validità anche ai nostri giorni, nonostante non sia più esplicita l'idea del "buon partito" per avere un matrimonio soddisfacente ma in questa società liquida prevale la superficialità e faciloneria. sulla base di un'esteriorità inconsistente, senza un incontro di coscienze, di esperienze, di sentimenti profondi e autentici. Ma l'apologo ha un valore più generale. Purtroppo da sempre nella storia "l'essere umano senza beni" ma bravo è svantaggiato e penalizzato rispetto a chi è ricco solo per il suo conto in banca e non certo per il suo pensare e agire.

La sapienza popolare si è adattata e ha coniato una serie di proverbi che potrebbero essere l'ideale commento da quanto sopra citato, dalla Germania, “Quando il denaro bussa, le porte si spalancano… Dio regna nei cieli, il denaro sulla terra”; dalla Russia: “Quando parla il denaro, la verità tace”. Dalla Cina: “Col denaro si fanno parlare anche i morti, senza denaro non si fanno tacere neppure i muti… Persino i ciechi sono capaci di vedere il denaro”. Oggi non sappiamo più distinguere il bello dal brutto, il morale dallo scandaloso: innanzitutto valutiamo il valore commerciale. Il direttore d'asta che valuta miliardi un Cézanne, parla ancora di pittura? Al di là del denaro, è urgente ritornare al desiderio, perché il denaro fa schermo tra i desideri e noi. Dobbiamo abbandonare l'idolo e ritornare agli esseri umani, , perché il denaro si frappone tra noi e i nostri simili. Bisogna rimettere il denaro al posto che gli compete: nella cassetta degli attrezzi quotidiani. Allora, forse, il mondo verrà restituito e forse scopriremo tutti  quanto siamo ricchi.

Lo stesso concetto è esposto da J. K.  Galbraith nel suo libro "Economia e benessere", tradotto in Italia nel 1959; “Se un individuo, alzandosi ogni mattina, fosse vittima di tentazioni diaboliche e si mettesse a desiderare ora le camicie di seta, ora gli attrezzi di cucina, ora i vasi da notte, ora le spremute d'arancia, non vi sarebbe niente di male a soddisfare tali frenesie, per quanto strane esse siano. Ma se queste fossero il risultato del fatto che egli per primo ha stuzzicato il diavolo, e se soddisfarle incitasse il diavolo a sforzi sempre maggiori, egli potrebbe chiedersi quale sarebbe la soluzione più logica: a meno che non fosse schiavo di idee convenzionali, potrebbe domandarsi se sia meglio avere più beni o meno tentazioni e per non inorridire nell’orrore quotidiano con questi orripilanti episodi. Ricordo che i soldi servono per realizzare tante opere buone, per far progredire l’umanità, ma quando diventano l’unica ragione di vita, distruggono l’umanità stesse delle persone e i loro legami con il mondo esterno.

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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