La regola di Adriano Olivetti

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La regola di Adriano Olivetti
Sono rimasto basito quando, questa mattina, ascoltando il giornale radio ho sentito la notizia che la Regione Piemonte aumentava gli stipendi dei manager della Sanità per evitare che emigrassero in altre Regioni. Dopo essermi ripreso da questa notizia ho provato imbarazzo per chi ci governa in Regione, perché mi  pare che se da un lato  aumentano gli stipendi ai manager, dall’altra parte la base delle piramide, i dottori gli infermieri, insomma tutto il personale sanitario che ci garantisce la salute, ha gli stipendi bloccati e anche noi cittadini utenti e che pantaloni paghiamo, abbiamo solo avuto sempre dei tagli.

Certo mi verrà detto che i manager sono quelli che fanno girare la Sanità nel territorio ma trovo immorale che una persona guadagni così tanto. Ma quanto lavora 30 ore al giorno? Ma forse è finita l'epoca della libertà dell'uguaglianza e della fraternità. Che sia finito un mito inseguito dall'intera umanità in ogni paese e il dio il denaro ha divorato gli ideali della Rivoluzione Francese? Per risalire la china morale da questa palude basterebbe applicare la regola dell’imprenditore Adriano Olivetti: «Nessun dirigente, neanche il più alto in grado deve guadagnare più di dieci volte l'ammontare del salario minino».

Certo un nobile pensiero che i nostri attuali governanti dovrebbero mettere in legge. Se ci fosse pensate alle eventuali conseguenze dell'applicazione di una simile regola morale. Si eliminerebbero la maggior parte delle storture socio economiche che segnano in negativo la nostra società e il nostro vivere quotidiano. Se veramente questa regola trovasse applicazione vivremmo in un mondo in cui la maggior parte delle ingiustizie sociali vivrebbe soltanto nei libri di storia a testimonianza di una società ingiusta e iniqua che sarebbe stata spazzata via da una umanità finalmente pacificata. Sono deluso e sinceramente non so  se ricominciare a crederci, o se crederci mi dà la forza per ricominciare. (blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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