La tavola imbandita

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Parlavo sabato scorso con gli amici Pietro e Mauro sui recenti pranzi di Natale e il pensare a chissà quanto sontuose cene e pranzi di Natale e non solo sono avvenuti in questi periodo mi fanno pensare a questa poesia pubblicata da Feltrinelli che si intitola: “Sola andata”, e raccoglie una serie di poesie di Erri De Luca, la poesia che mi ricordavo a un titolo significativo, “A tavola” ecco il testo:” Mi sono seduto anche a tavole sontuose/ dove i bicchieri vanno secondo i vini/ e uomini di molto più eleganti/ s'aggirano a servire le pietanze./ Ma so meglio la tavola dove si strofina il fondo di scodella/ con il pane e le dita arrugginite…/ Non bisbiglio di commensali a commentare il pasto/ ma di gole indurite che inghiottiscono/ per rimettere forza di lavoro/ e non portano eretti alla bocca la posata/ ma si calano sopra, addentano a mezz'aria/ per nascondere il magro del boccone…”. 
 
A tavola, certo, il galateo conta, ma l'affettazione, la sontuosa arroganza della ricchezza ostentata, l'immane spreco che si consuma nei confronti di un'umanità tirata che “di cibo non parla per non nominarlo invano”, come ancora dice l’autore, sono realtà troppo spesso allontanate dal pensiero come fastidiose. Da fastidio che sia  turbata la festa del mio benessere e oggigiorno non si conosce più  il gusto della semplicità e la fragranza del pane; non ci impressiona più chi, sempre più numeroso,  rovista tra i rifiuti o ha come unico sbocco le mense dei poveri.  Mezzo chilo è il peso standard di una confezione di pasta. Ed è la quantità di cibo che come italiani ogni giorno secondo le aride statistiche  buttiamo nella spazzatura. 
 
E’ uno sproposito, anche nelle graduatorie dei paesi ricchi, dove amiamo collocarci, certo non siamo ancora ai livelli degli Stati Uniti ma ci stiamo avvicinando ad un record che non fa bene a nessuno! La mia non vuole essere la retorica che quello che io spreco è direttamente negato ad un imprecisato bambino africano è inaccettabile che venga sprecato così tanto cibo. Non solo perché è immorale che noi sprechiamo ed altri esseri umani muoiono di fame ma anche per l’impatto ambientale e di questi rifiuti nell’eco sistema, insomma un paradosso della nostra civiltà che deve essere corretto prima che ci sommerga di affamati e di rifiuti. Come l’aria e l’acqua il cibo è vita e nel 2060 saremo sulla terra venti miliardi di persone che avranno bisogno co cibo ed acqua per vivere, e aria respirabile e non inquinata. 
 
Secondo il Programma Alimentare Mondiale  WPF bastano 25 centesimi di dollaro Usa, pari a 20 centesimi di Euro per fornire ad un bambino  un pasto nutriente a scuola e del cibo per portare a casa. Nel mondo una persona su otto, 842 milioni di esseri umani, vanno a letto ogni sera affamati e non per fare le diete. Pare che nei primi mille giorni di vita un nutrimento adeguato protegge i bambini da uno sviluppo fisico e mentale inadeguato. Nel mondo due miliardi di persone, secondo la FAO, mangiano regolarmente insetti per migliore l’apporto proteico, in assenza di bistecche!  Se nei paesi del terzo mondo secondi un recente studio della FAO le donne potessero gestire le risorse agricole  al posto degli uomini ci  sarebbero sicuramente tanti affamati in meno nel mondo.
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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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