Ma l’auto-gavettone è un gesto veramente solidale e intelligente?

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Ma l’auto-gavettone è un gesto veramente solidale e intelligente?
La moda di farsi gli auto-gavettoni con acqua gelida non mi sembra proprio un gesto intelligente ne solidale. Se poi tale gesto si compie davanti ad una macchina da presa e si immortala nei social forum, mi sempre più che un gesto solidale verso una malattia, la Sla, che non merita delle dimostrazioni di demenza allo stato puro, una soddisfazione del personale ego. Pensate che poi questo gesto non è una trovata di adesso, nulla di nuovo sotto il sole, perché è stata lanciata diverso tempo addietro  dall’ex giocatore di baseball Pete Frates, l’Ice Bucket Challenge, letteralmente, la sfida del secchio di ghiaccio,  ha già coinvolto centinaia di personaggi famosi.

Pare che questa ultima moda del web abbia coinvolto i super ricchi, uomini di spettacolo e politici rampanti. All’inizio questo giochino prevedeva che la donazione in denaro doveva farla solo chi si rifiutava di  fare la doccia ghiacciata. Ma, da quando è diventata una moda tra le star, il gioco si è trasformato, ed adesso i ricchi e famosi fanno sia la doccia che la beneficenza. Ma questa nuova tendenza mi fa riflettere sulla forza oscura della rete, la forza di internet  che rende popolare in pochi giorni  una moda che altrimenti impiegherebbe  mesi a girare per il mondo, una moda che rende i potenti della terra simili alla gente comune e che anche loro vengono coinvolti per piccoli o grandi temi della solidarietà umana.

Certo che fare del bene con una doccia gelata, mi sembra che più che fare del bene con una sfida da ragazzini annoiati in spiaggia nel mese di agosto, e questo mi lascia allibito. Pare che l’associazione americana, sempre loro, che incassa i proventi delle donazioni  raccoglie milioni di euro con questa idiozia. Mi rendo conto che oggigiorno chiunque faccia del bene, di questi tempi, ha un gran bisogno di fronteggiare il calo di donazioni e l’aumento delle richieste di interventi e mi viene da pensare come stiano già studiando i responsabili delle tante, tantissime associazioni benefiche sparse nel mondo, per inventarsi nuovi giochi benefici altrettanto banalmente  semplici ma potenti nello sfondare sui social forum.

Il paradosso di internet è che noi utenti siamo strani, ci sono dei giochi che coinvolgono tantissimo, intasandomi la posta di richieste per giocare, dal sottoscritto sempre negate, e poi improvvisamente cadono nell’oblio o diventano di nicchia solo per sparuti fanatici appassionati. La mia personale conclusione su questo Ice Bucket Challenge, è che le persone per un insano istinto di emulazione collettiva si fermino alla superficie del problema, il video con cui vengono ripresi nel compiere quello che nelle terme viene chiamato  doccia scozzese, per dare una definizione più terra terra. Il problema oggigiorno è che presi sempre di più dalla fretta vediamo solo la cornice, il gioco e non il quadro, la beneficenza.

Nella vita per donare basta molto poco e la dimostrazione di questo gioco ne è la conferma ma per essere veramente solidali con i nostri simili occorre molto di più, cuore e passione.

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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