Memento Marò

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Memento Marò
Marò! Come si può restare indifferenti, o distratti, di fronte al dramma umano dei due militari concittadini trattenuti in India. Non volevo ritornare sul caso dei fucilieri della Marina Militare, per quanta carta sia stata stampata invano in questi quasi tre anni, quelle che si chiedo è solo giustizia per le povere vittime dei pescatori, giustizia per i due marò cinicamente utilizzati e strumentalizzati dai vari soggetti politici in Italia che in terra di India.  

Quello che chiedo è solo giustizia per gli accusati, che protestano con tenacia e grande dignità la propria innocenza e hanno diritto, in una sede propria, a un rigoroso e affidabile processo. Ma più passa il tempo, più temo che in questa storia, ormai resa tristemente poco trasparente da troppe manipolazioni delle leggi, delle prove e delle notizie, di giustizia se ne troverà poca comunque vada a finire. Giustizia nel ripristinare i principi cardine del diritto che sono stati violati in molti modi da controparti indiane che sono arrivate all’assurdo, per poter rivendicare la propria competenza per un fatto avvenuto in acque internazionali, di ipotizzare il processo "per pirateria" a carico di due militari impegnati in un’operazione internazionale "contro la pirateria".

In coerenza con quanto ho appena ricordato aggiungo che se l’Italia si fosse comportata o ancora dovesse comportarsi riguardo alle vittime indiane e alle loro famiglie così come si sono comportati gli Stati Uniti nel caso della tragedia del Cermis. Già, Vi ricordate quanto avvenne il 3 febbraio 1998 un aereo statunitense che volava ben al di sotto dell’altezza minima di volo prescritta dalle regole dell’aria, tranciò il cavo della funivia del Cermis causando la morte di venti persone. I due piloti, del Corpo dei Marines, non vennero mai perseguiti dalla Giustizia italiana. Ecco se anche noi adesso ci mettiamo nel fare giustizia per quei poveri pescatori indiani arrivando alla cinica conclusione che si siano suicidati da soli, ecco che allora, come italiano mi vergognerei di essere cittadino di questo Paese. Ma non mi sembra un’ipotesi reale e non voglio neanche pensare a questa eventualità.

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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