Memorie di un alpino favriese

+ Miei preferiti
Memorie di un alpino favriese
Ho raccolto questa testimonianza di un alpino che desidera restare anonimo e che trascrivo.
 
«Sono un semplice alpino che da tantissimi anni fa parte del gruppo di Favria. Certo non ho i 90 anni del gruppo ma sono quasi vicino a quella veneranda età e ogni tanto mi capita di dire, con genuino orgoglio, alle persone che incontro, che sono un Alpino. Appena pronunciata la parola Alpino, mi accorgo che sul viso di queste persone, in tutti questi anni, appare un sorriso. 
 
Un sorriso che è sempre di simpatia e di grande stupore. Sono avanti con gli anni e non partecipo più, da tempo, alle adunate e spero di essere ancora vivo per partecipare ai 90 anni del mio gruppo di Favria, fondato nel lontano 1924. Mi viene da ripensare, allora, con la meraviglia di un bambino a tutte le adunate vissute e rivedo quei fiumi di penne nere avanzare per la stessa strada di tante Città, in tante regioni Italiane. Ci penso spesso poiché quella visione mi dà una grande forza proprio nei momenti nei quali mi sento stanco e troppo vecchio per affrontare le grandi battaglie quotidiane. 
 
Ecco che allora mi chiedo, nella mia ignoranza, avendo frequentato la scuola solo fino  alla quarta elementare, quale sia il magnifico mistero che unisce centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia ed anche dall’estero, con vite diversissime tra loro, in quelle sfilate favolose. Che belli quei momenti, con tutte quelle persone, che bello stare insieme, con l’animo traboccante di gioia, con gli sguardi di tutti da bocia al vecjo sempre avanti con speranza. Se ripenso a quei bei momenti mi prende una forte commozione e mi luccicano gli occhi. 
 
Mi domando allora quale forza misteriosa abbiamo dentro noi Alpini. Quasi certamente non esiste altra Associazione dove migliaia di persone comunicano tra di loro annunciando un bellissimo messaggio di fratellanza e di pace, un messaggio di dialogo e di tolleranza, il messaggio dei valori Alpini che ci accomuna. Pensando al Gruppo favriese mi ricordo ancora, quando sono partito per la naja, era inverno, sono andato a piedi fino a Rivarolo per prendere la Littorina, cosi si chiamava il treno allora, e dalle cascinali di Favria dove abitavo, fino a Rivarolo non c’era la corriera. 
 
Ricordo il periodo di leva, la guerra e il dopoguerra. Non c’era nulla ma eravamo tutti più felici e avevamo con i nostri prossimi, dei rapporti più distesi. Pensando al gruppo mi ricordo quando negli anni settanta è stato inaugurato davanti al Castello il monumento e la sede attuale della mia Associazione. Ricordo ancora dei pezzi del discorso di allora, messaggi di speranza che mi accompagnano ancora adesso. Mi rammento che qualcuno delle Autorità presenti, aveva detto che noi alpini: “Siamo come il vino delle bollicine, ossia siamo sempre pieni di vita”.
 
Penso molte volte a quel bel momento conviviale e questo mi aiuta ancora adesso a vivere senza paura nell’affrontare gli acciacchi degli anni e le amarezze quotidiane, quel ricordo riempie sempre il cuore di gioia, come le bollicine del vino. Grazie Alpini di Favria, grazie di cuore A Voi tutti e, anche quelli che hanno già fatto un passo avanti, avete nella vostra laboriosità quotidiana, formata da tante vite vissute operosamente, trasformato e reso la vita gioiosa di tante persone. Grazie mille! Cari Alpini quando mi trovo con Voi mi rendo sempre di più conto che solo facendo il proprio dovere nel silenzio discreto del fare senza voler apparire. 
 
Io Alpino, ormai avanti negli anni, questa passione me la porto appiccicata sul viso e nell’animo, nel ricordo delle sfilate, nello sguardo sereno, nel passo unico nell’avanzare vicini e compatti, senza alcuna incertezza, con il rumore di un unico scarpone. Finita la festa, nessuno resta solo, perché torno sempre a casa continuando a sentire la presenza degli amici commilitoni vicini e compatti nel suono di un unico passo. Perché non torno a casa solo, torno ogni volta con tutti Voi nel cuore! Grazie Alpini di Favria, Grazie Alpini di tutta Italia!».
Altri post di Giorgio Cortese
SET
15
Sul territorio Canavesano verrà costruito un nuovo centro commerciale. Ritengo i grandi centri dei luoghi dove le relazioni umane sono inesistenti, uno spazio fisico che è il non luogo, contrapposto ai classici luoghi di incontro
SET
7
Il Canavese è la nostra terra e chi viene ad abitare qua deve vivere con le nostre regole, se qualcuno cerca di imporre le proprie evitiamo di sentirci colpevolizzati come razzisti...
SET
2
Sono Canavesano e sinceramente innamorato del territorio in cui vivo e a volte rimango amareggiato e anche confuso nell'animo, nel vedere quanto sia distante la classe politica dai problemi reali del territorio
AGO
20
Pertanto, il rispetto delle regole, così come il rispetto per gli altri, va insegnato e coltivato sin dalla più tenera età sempre usato come stella polare e non in base alla convenienza del momento...
AGO
14
Sabato sono rimasto come migliaia di altri concittadini in Canavese senza connessione, il telefono di casa e lo smartphone, geniale strumento, erano muti...
Il quotidiano passo
di Giorgio Cortese
Facebook Icon
Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore