N, perché siamo tutti Nasara!

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N. dopo che questi pazzi hanno bruciato totalmente», assieme ai  mano­­scritti e alla biblioteca tutto le tracce cristiane di Mosul, dobbiamo essere tutti più convinti nazara. Infatti questi pazzi furiosi hanno scritto le N di nasara , che vuole dire cristiano sulle case dei cristiani.
N dopo che questi pazzi furiosi vogliono ritornate ai secoli bui del califfato ma nessuno dice niente, nessuno protesta ed alza la voce. No nessuno parla. Permettetemi di urlare  forte  che quella «N» per marchiare, per umiliare, per discriminare, per derubare legalmente.
 
N che viene imposta dai fondamentalisti musulmani sunniti dell’Isis a Mosul, in Iraq, si “N” come. “nasara", cioè seguace del Nazareno, cioè Cristiano.
N come marchio di vergogna.
N per la vergogna per quanti la vogliono imporre e si  proclamano credenti in Dio, ma si dimostrano feroci portatori e servi di odio, sopraffazione e violenza.
N, allora questa N la porto anche io, con disarmato e dolente orgoglio, con consapevole partecipazione alla sorte delle donne e degli uomini cristiani di Mosul e di ogni altro perseguitato nel Mondo per la propria fede.
N, perché questo è il giorno giusto per dirlo, e  spero non da solo.
 
N, perché questa N la porto anche  portiamo nell’animo, nel cuore, sulla pelle, e non come una cicatrice amara o una bandiera di guerra od un orgoglioso trofeo, ma come l’inizio di una parola di fraternità e di libertà.
N, si perché voglio che si sappia e  mi auguro che tante persone escano allo scoperto e lo gridino che quella N è tracciata anche davanti a casa mia e a quella dei miei amici e conoscenti e davanti alla chiese, davanti alle case di chi crede diversamente eppure è mio fratello e gli devo sempre rispetto..
 
N, incisa per infamare e per depredare, per umiliare e per esiliare può allora aiutare tutti, si proprio tutti ad aprire gli occhi, a ritrovare la voce, ad agire senza esitazioni, per umanità contro la prevaricazione e la persecuzione degli inermi.
N, si questa N che vuole essere  un sigillo dominio e di morte, ma può essere convertita nel principio di una frase antica e nuova, quella che nessuno deve mai aggredire il fratello, che nessuno su di lui commetta ingiustizia, perché siamo tutti Nasara.
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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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