Non perdiamo il treno

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Non perdiamo il treno
Dopo il Pendolino e l’Italo ecco che parte con le solite zavorre delle polemiche da guelfi e ghibellini l’Italicum, una delle ultime occasioni che abbiamo nel Patrio Stivale per dare una svolta definitiva alle tiritere che negli ultimi venti anni, e non solo, hanno bloccato pesantemente la classe politica italiana portandoci all’attuale situazione. 
 
Forse l'Italicum, il modello proporzionale di riforma elettorale da approvare entro le prossime elezioni europee, non sarà la migliore riforma del mondo ma concretamente è una sterzata sul binario dell’immobilismo politico. Con questa legge siamo certamente dentro i confini della Costituzione, la soglia minima per accedere al premio e di limitare il premio stesso. Se il treno arriva a destinazione ci sarà una soglia elettorale che prima non c'era e una limitazione del premio che prima non c'era. Certo non si può avere tutto, forse la nostra Patria avrebbe anche adesso un disperato bisogno di fare una grande coalizione per governare guardando lontano e non i soliti governicchi appoggiati da maggioranze eterogenee e incapaci di governabilità.
 
A mio modesto parere la critica sull'assenza di preferenze è stupefacente perché tutte le grandi democrazie europee hanno liste bloccate. Le preferenze sono una grande anomalia italiana. Siamo proprio di memoria corta, il movimento referendario venti anni fa nacque proprio contro le preferenze, ma nel 1991, il quesito referendario è sopravvissuto alla falce della Cassazione e riguardava la preferenza plurima a favore di quella unica. Le liste corte, ritengo che siano migliori del sistema delle preferenze che alla lunga distrugge la coesione interna ai partiti e crea dei meccanismi di clientelismo e uso distorto del voto. 
 
La storia che è maestra di vita, mi insegna che quando si sono da discutere e fare delle riforme costituzionali o delle leggi elettorali i Paesi che venivano da regimi non democratici, oltre la famosa cortina di ferro, hanno discusso con chi c'era. L’esempio della Polonia dovrebbe farci riflettere quando Solidarnos si è messa al tavolo con il generale Jaruzelski che aveva fatto il colpo di Stato, ed aveva avuto contro di loro il pugno di ferro. In Spagna, i partiti democratici di sinistra spagnoli si erano messi al tavolo con gli eredi del Franchismo. Se c'è da fare un'intesa di sistema si fa con chi rappresenta le altre forze. 
 
Speriamo che l’Italicum non deragli per colpa dei soliti sabotatori. Per loro il prossimo treno si chiama sfracellum.
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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