Ottobre rosso

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Ottobre rosso
Mi domando come sarebbero state la Russia, l’Europa e una certa sinistra oggi se i Menscevichi, i socialdemocratici russi, avessero vinto... Sono passati cento anni, era il  24 ottobre del calendario giuliano, del 1917, mentre a Pietrogrado arrivavano i delegati del II Congresso dei Soviet, si attivarono i soldati, gli operai, e costituivano le prime guardie rosse supportate dai marinai della flotta del Baltico. In dieci giorni cambiò il mondo, tra la notte seguente e il mattino del giorno 25 vennero occupati i punti chiave della città e fu conseguito un agevole successo militare.

Alle ore 10 Lenin, che con Trockij aveva avuto il ruolo principale nella direzione degli eventi, ed era arrivato in Russia dalla Svizzera con l’aiuto del Kaiser, poté proclamare il rovesciamento del Governo e il passaggio del potere al Comitato militare-rivoluzionario bolscevico, che due settimane prima era stato costituito in seno al Soviet di Pietrogrado per coordinare l'azione delle guarnigioni. Quella sera gli  insorti occuparono il Palazzo d’Inverno e arrestarono i ministri, mentre Kerenskij, il capo dei Menschevichi,  era già riuscito a lasciare la città.

Personalmente lo ritengo un disastro storico, sia per il popolo russo perché la rivoluzione ha portato nella sua scia una disumana dittatura, polizia segreta, processi farsa, purghe, deportazioni di popolazioni, carestie, gulag siberiani e assassinii di massa. Ma anche un disastro per l’Europa,  perché il Partito comunista tedesco, sotto la direzione di Mosca, adottando la politica del “tanto peggio tanto meglio”, combattendo contro i socialdemocratici come fossero il nemico più vicino, ha contribuito a portare i nazisti al potere. Poi lo scellerato patto Hitler-Stalin ha permesso l’attacco della Germania a Occidente, e non ha impedito un successivo attacco a Oriente.

E all’indomani della Seconda guerra mondiale, sempre  peggio, si sono instaurate delle dittature comuniste nell’Europa dell’Est, mantenute al potere dall’esercito sovietico. Il terrore nell’Unione sovietica ha portato all’abbandono dei valori della libertà da parte dei movimenti rivoluzionari e gli stessi partiti socialdemocratici che sono andati al potere in Europa occidentale dopo la Seconda guerra mondiale, con il loro necessario anticomunismo sono divenuti  più conservatori di quanto sarebbero potuti essere. E dopo la seconda guerra modiale il virus bestiale che aveva  colpito la Russia si è esteso nel mondo con l’instaurazione di regimi brutali e bestiali in Cina, Corea del Nord, Cambogia e Vietnam.

Questi regimi di democratico erano, e purtroppo lo sono solo ancora, nelle vuote parole dei loro proclami. Insomma un distrastro mondiale. Allora mi viene da pensare: se in Russia nel 1917 si fossero affermati i Menschevichi, avremmo avuto gli errori e le brutali del novecento, il secolo breve e funesto? Almeno questo lasciatemelo sognare... (blog di Giorgio Cortese).

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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