Ricordiamo sempre la Magna Carta Libertatum

+ Miei preferiti
Il 15 giugno 1215 il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni inglesi a riconoscere una serie di libertà e privilegi in un documento solenne, la Magna Charta libertatum, Grande Carta delle libertà. Con alcune modifiche essa fu nuovamente concessa nel 1225 da Enrico III e confermata nel 1297 da Edoardo I, entrando a far parte delle leggi fondamentali del regno inglese. In quel lontano 15 giugno cominciò una buona parte della civiltà occidentale. Leggi, diritti umani, democrazia. L’idea che i potenti non debbano solo comandare ma, anche, servire e rispondere delle loro azioni a noi, i cittadini.

Quei pezzi di pergamena sui quali feudatari e sovrano misero i loro sigilli, sul bellissimo prato di Runnymede, sul Tamigi a ovest di Londra, sono una delle eredità più importanti della cultura mondiale.  Questi diritti citati  furono  citati da Tommaso Moro e Nelson Mandela, influenzarono Thomas Jefferson mentre scriveva la Dichiarazione di indipendenza degli Stati nordamericani dalla Gran Bretagna e vengono nominati, anche oggi, quando si parla di concedere autonomie locali dal potere centrale dello Stato.  La Magna Carta agisce da protezione contro tirannia e dispotismo, per evitare che chi comanda faccia quello che vuole.

E’ un passo avanti enorme, perché prima il re aveva un potere illimitato. In termini moderni, è il primo contratto sociale che chiarisce che cosa ci si aspetta dal leader e anche, per certi aspetti, dalla gente, i sudditi. La Magna Carta è importante, oggi come ottocento anni fa, perché ad essa risalgono le leggi che ci proteggono dagli abusi di chi comanda, si tratti di corruzione dei politici o di intercettazioni telefoniche. Se ci aspettiamo alti standard nella vita pubblica lo dobbiamo alla Magna Carta dove, per la prima volta, i cittadini dissero “Non siamo contenti di quello che sta succedendo con il nostro governo.

Qual è, infatti, la base della democrazia? Che una singola persona ha un voto e che siamo tutti uguali davanti alla legge e questo concetto deriva dall’idea che siamo tutti uguali davanti a Dio. Oggigiorno abbiamo bisogno di una nuova Magna Carta Libertatum per cercare di cambiare al meglio la rigida  e cieca burocrazia, il cinismo  e l’indifferenza.  Ricordo che l’esasperazione delle leggi e dei regolamenti sono peggio di una tirannia.

Altri post di Giorgio Cortese
MAR
26
L’amico e collega Matteo mi ha recentemente fatto notare come la nostra amata lingua italiana sia sempre più sommersa da termini esterofili che vengono usati a sproposito
MAR
18
Ricordo a chi mi legge che nessuno di noi è un’isola, completo in se stesso, ma siamo tutti dei pezzi che contribuiamo a rende migliore il luogo dove siamo nati o dove abbiamo deciso di abitare
FEB
27
La cosa che mi fa più rabbia è che la gente non è per niente consapevole di quel che dice e scrive, non si rende conto delle rappresentazioni sociali che stanno dietro alle loro parole
FEB
14
Buon San Valentino a tutti gli esseri umani che credono nella forza del cuore e dell’amore...
FEB
3
Oggi certi governanti hanno capito, intelligenti loro, che non debbono dare nè pane, nè divertimenti ma solo illusioni, chiacchiere, comunicati stampa e false promesse
Il quotidiano passo
di Giorgio Cortese
Facebook Icon
Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore