Riflessione

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Martedì sera 27 maggio è mancato mio papà, pensavo di essere una persona razionale e fredda, ma in quei momenti l’angoscia ha il sopravvento su tutto. Nella notte a mente fredda riflettevo  sulla vita terrena di mio papà classe 1921 a luglio avrebbe compiuto 93 anni. La morte di  un genitore lascia un grande vuoto che viene colmato subito dal dolore e poi colmato nell’animo dal ricordo dei suoi insegnamenti e del suo esempio.

Mio papà è passato dal sonno alla morte, ecco la  vita di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme e questo mi fa meditare sulla fine e sul fine della vita. Mi fa pensare e mettere a fuoco la mia umana esistenza,  nella consapevolezza che ogni evento della mia storia personale è un po' come un atomo o una cellula: estremamente minuscola, eppure capace di rivelarsi un microcosmo. Non mi stanco di ripeterlo che si vive un periodo storico che grazie ad internet si sa tutto e di tutti in tempo quasi reale ma viviamo anche un tempo in cui si sorvola su tutto, si banalizza tutto, si archivia subito tutto nel retrobottega della dimenticanza.

E invece ci sono fatti che possono cambiare non solo la direzione di una vita, ma anche il significato di tutto ciò che si è finora compiuto. A maggior ragione l'ultimo atto, quello che suggella l'intero arco dell'esistenza. In questi momenti di lutto il pensiero della morte è un disturbatore necessario  mi da una scala diversa dei valori, mi libera  da paure inutili e da meschinità, mi fortifica nell'agire in modo giusto, degno e pieno

 

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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