Senza una meta

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Tornavo a casa  tardi dal lavoro, in auto, in una di queste serate di pioggia di Febbraio, quando noto sotto la pioggia battente un signore anziano, che non conosco, con l'ombrello che non copre nulla e i vestiti bagnati. Il signore cammina cercando di scansare le auto, impassibili, che passano veloci rovesciandogli addosso fango e acqua senza pietà e scommetto che chi guida sorride con il viso da rimbambito mentre parlotta al cellulare dei fatti suoi. Abbasso il finestrino per chiedergli se vuole un passaggio ma lui niente, prosegue imperterrito, quasi senza meta, poi si gira e con un sorriso ringrazia e dice che è quasi arrivato.

Proseguo verso casa, ripenso a quanta pioggia si sia preso quel povero anziano, quando da dietro ad un angolo, da un cortile scuro come la pece, sbuca un cane magro e tremante zuppo sino al midollo con il pelo quasi incollato alla pelle, cammina di traverso con il muso a terra. Vorrei fermarmi ma gli imbecilli che sono sulle auto che mi seguono sono così assorti nei loro cinguettare al cellulare che se mi fermo rischio che mi tamponino e non so come fare per aiutarlo. Mi sento impotente con tutta la tecnologia di cui sono dotato, posso navigare in internet ma non riesco a salvare un povero cane spaurito.

E la pioggia picchia sempre più forte mentre il cane si allontana sfiorando i muri delle case e sparisce in una strada secondaria. In questi momenti mi domando ma  perché non funziona tutto come nei film? E non mi riferisco solo alla mia impotenza di salvare quel povero cane o di aiutare quel mio simile anziano tutto inzuppato. Ma perché la frase giusta o il pensiero utile arriva sempre  durante il momento sbagliato?  Sono personalmente convinto che se nella vita fossi più coraggioso, più irrazionale, più combattivo, più estroso, più sicuro e se fossi meno orgoglioso, meno vergognoso, meno fragile nell’animo, non dovrei pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che  non ho il coraggio di esternare. Per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di me stesso.

Ma sono solo pensieri sotto la pioggia che continua a cadere implacabilmente giù dal cielo. Ritengo che  nella  vita quotidiana, quell’insieme di azioni ripetuto ogni giorno, ci sono persone che mi abbracciano senza toccarmi e mi stringono anche quando sono lontane perché con il pensiero sono vicine a me.

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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