Shoah, una lezione da non dimenticare mai

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Shoah, una lezione da non dimenticare mai
Il 27 gennaio ricordiamo l’enormità dello sterminio di sei milioni di ebrei e di decine di migliaia di rom e sinti avvenuto in Europa. Un’immane carneficina concepita come pulizia etnica di intere categorie umane considerate nocive, che causò milioni di vittime anche tra omosessuali, prostitute, alcolisti, senza tetto, malati di mente, criminali comuni, intellettuali, oppositori politici. Quell’enormità deve oggi rimbombare, impedendo che si faccia strame dei diritti costruiti proprio sulle ceneri della Shoah, quando i cittadini europei si risvegliarono, spaventati dall’orrore che si era rivelato possibile nella cosiddetta civile Europa.

Oggi, onorare il Giorno della memoria significa guardare con sospetto a ciò che minaccia il recinto messo a protezione degli individui contro la furia dei regimi. Guardare alla nostra cultura e in qualche modo anche a noi stessi, alle pulsioni che albergano in noi, che ci muovono a costruire muri fisici e mentali, a giustificare e persino approvare le parole di chi predica la crudeltà con un sorriso, dicendo che è inevitabile ed è per il nostro bene, il bene di un “noi” contrapposto a un “loro”. La nostra civiltà è stata capace dello sterminio, oggi riflettiamo su questa consapevolezza enorme e terribile che preferiamo rimuovere.

È più rassicurante pensare che la storia abbia deragliato per poi rientrare nei giusti binari, che alcuni esseri umani particolarmente efferati abbiano preso il potere e indotto masse di individui martellati dalla propaganda ad assentire a crimini impensabili. Questi crimini non furono commessi solo da individui, furono voluti, perpetrati, organizzati dagli Stati, dalle istituzioni, dalle burocrazie, dalle industrie.  Oggi non dobbiamo rimanere insensibili ed indifferenti alle migliaia di persone torturate, ridotte in schiavitù, stuprate e uccise nel mondo. La costruzione dell’indifferenza, è oggi il nostro nemico più insidioso. Ricordiamoci sempre che non possiamo essere angeli, non possiamo essere Dio, possiamo al massimo essere degli esseri umani, e dobbiamo essere sempre degli esseri umani, questa è la lezione del 27 gennaio. (blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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