Siamo tutti esseri umani

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Siamo tutti esseri umani
Ho appreso dai media l’ennesima strage di vittime  inermi, scene che richiamano l'orrore disumano della strage parigina al Bataclan, un bagno di sangue contro vittime indifese in un altro luogo di svago, a pochi metri dall'ambasciata italiana in Bangladesh. Il mio animo è percorso da sgomento ed angoscia, ma non odio, di fronte alla più grave strage di italiani civili perpetrata in un attentato terroristico all'estero.  

Certo le istituzioni mi richiamano all’ora che mi è data da vivere con le bandiere a mezz'asta nei palazzi delle Istituzioni. Ma la mia mente corre subito subito ai  giorni dell'eccidio consumato a Nasiryiah il 12 novembre di tredici anni fa, costato la vita a 19 italiani, quasi tutti militari.  Allora mi ero consolato, pensando che essendo militari erano morti, per la Patria, in un paese  ostile  e tutt'altro che pacificato dopo quella che  viene chiamata  la “seconda guerra del Golfo”.  Ma oggi  il mio  animo si ribella all'idea della morale di questi assassini, una concezione della vita nichilista che è indifferente della vita altrui e della propria.

Questi farabutti, sono votati all’annientamento esistenziale, che dovrebbe indurre a profonda riflessione sui valori umani e culturali che, consapevolmente o meno, hanno dato con la vita i nostri nove concittadini trucidati a Dacca, con mani e cuori disarmati, ma con  le capacità, l'apertura mentale, lo spirito di iniziativa necessari per portare a ottomila chilometri di distanza il frutto delle loro abilità professionali. Pesone pronte a confrontare e a scambiare con interlocutori di usanze di fede diverse, certo con obiettivi commerciali e interessi economici evidenti, ma altrettanto sicuramente senza desiderio di sopraffazione o sete di dominio. Ma allora che cosa si può opporre a questi folli che sognano il niente, per vincerli? Certi i nostri i nostri valori sono più forti del loro nulla. Ma per vincerli non dobbiamo ascolatre le sirene degli spacciatori del nulla, delle facili popolustiche soluzioni.

Dobbiamo sconfiggere gli speculatori del nulla che contano solo ad arricchirsi, magari a spese di quegli stessi popoli resi poi facili prede dei fomentatori di violenza e di odio.   Dobbiamo come Europei, ritornare alle nostre comuni radici, ritrovare nel patrimonio comune l’aggregante che ci cementi come Europa, un patrimonio  immenso, un  tesoro capace di  ispirare la cultura e di donare la sua ricchezza a tutto il mondo i suoi tesori.  Altrimenti avremo avuto altri connazionali morti invano,e questo non possimao permetterlo. (blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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