Sogno di una calda notte d’estate...

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Sogno di una calda notte d’estate...
L’altra sera prima di addormentarmi ho ascoltato con gli occhi cosa dicevano i convenuti di quel convegno particolare. Tutte le rane si erano riunite a raccontare panzane e tra di loro ne avevano tante da raccontare, di avvenimenti strani che sono sfuggiti a noi umani. C’è la ranocchia Canterina che racconta gli avvenimenti delle mattina, c’è la madama Ranocchia Tessa che si pensa una principessa. Poi interviene dal prato vicino il grasso e grosso Rospo Barbottone che con i suoi degni compari parla già domani dove fare colazione. Prende poi la parola la Rana Melmosa, sempre nel pantano si rintana e di novità ne racconta a iosa. Racconta di come al mattino il merlo Canterino un verme aveva trovato e come il lombrico lo pregava di non essere mangiato.  
 
Interviene la ranocchia Grecchietta che racconta di quanto è successo nella piazza e di come il Gatto Miao con l’astuzia felina si sia salvato dal cane della casa li vicina.  Di tante storie e di pettegolezzi parlano le rane, di storie strane, di eventi avvenuti che a noi umani bipedi durante il giorno sono sfuggiti. Poi iniziarono a parlare dei grilli li convenuti, che avevano smesso il loro sottofondo sonoro, abituale nel periodo estivo,  dopo che l’ultimo raggio di sole aveva lasciato posto alle prime ombre della notte. I grilli rivolgendosi alle rane gli dicono che non sono nati uccelli ne vermi, ma grilli, anche se sembra che volino, solo per un breve attimo,  un grande salto, dalle rane anche invidiato, ritornano sulla terra, perché non vogliono fare l’abitudine al cielo. Noi grilli amiamo i fili d’erba era la loro canzone, e mentre questi grilli  ticchettavano tutti insieme,  io mi domandavo se sognavo o se ero desto. 
 
Volevo prendere la parola e dire che di notte, più del canto dei grilli, e del gracidare delle rane mi impressiona il silenzio di milioni di formiche che ascoltano e lavorano con sobrietà. Ma i grilli continuavano con lo stridio metallico, che loro solo sono i migliori, e allora sembrava che la temperatura di quella notte di mezza estate ancora più calda.  Il grillo Saltafosso, vanitoso più non posso dirigeva la loro melodia, dove affermavano in coro che durante  il caldo giorno quando tutti gli uccelli al solleone vengono meno e si nascondono tra le siepi di bosso e la frescura delle fronde degli alberi da frutta o nei  grandi alberi del parco li vicino solo loro rimangono ad affermare con il loro suono gioioso il tripudio dell’Estate con le cicale che gli fanno da controcanto. 
 
Il grillo Gambelunghe inizio a parlare da solista affermando che loro i grilli nella notte si chiamano e non si vedono, invece noi umani ci vediamo ma non ci chiamiamo se non con sms e mail. Il coro dei grilli e quello delle rane sembrava che misurava le pulsazioni della notte. Dei loro discorsi non ricordo quasi nulla se non quello che ha detto la rana Raganella che abita vicino alle piante di pomodoro: “ O umano la prossima volta che  inizia a piovere, mettiti a pancia in giù e posa la tua testa nell’erba, e poi guarda con attenzione come cade la pioggia dal nostro punto di vista, di noi ranocchie e anche dei grilli, e vedrai innumerevoli fili di erba che prima si muovono e poi si  inchinano e dopo tendono a rialzarsi, simili ai tasti su un enorme pianoforte che suona la musica del Creato che voi umani con la Vostra fretta avete dimenticato. 
 
Volevo parlare ma poi non so se era vero o se ho sognato nel letto mi sono ridestato, l’alba stava per arrivare e sul balcone mi è parso udire una vocina dire che nel cielo dove le costellazioni sono segrete, se i grilli si fidano degli esseri umani te le possono indicare. Nella vita di ogni giorno gli applausi svaniscono in fretta, ma il rispetto per quello che si è rimane per sempre. Al mattino mi sveglio e rimango nel dubbio se ho sognato o se anche io ero partecipe del convegno dei grilli e delle rane che forse non chiacchierano solo di panzane. (dal blog di Giorgio Cortese)
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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