SPQR, senza prevenzione quante rovine

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SPQR, senza prevenzione quante rovine
Da sempre i fenomeni atmosferici e le conseguenti inondazioni sono considerate eventi di forza maggiore ai quali è impossibile resistere, perché quando avvengono è praticamente impossibile per noi poveri bipedi opporsi.

Ma fino alla metà del novecento, nonostante questa consapevolezza, e senza la tecnologia odierna non si mancava di intervenire  sulla prevenzione usando maggiore buonsenso, non solo con interventi di organizzazione territoriale su larga scala, ma anche spronando nei privati una vera e propria presa di coscienza collettiva, così da mettere ogni abitante in condizione di cooperare per quanto possibile all’interesse generale.

Senza voler a tutti i costi idealizzare la società dei nostri nonni, è importante imparare sul punto la lezione che ci hanno lasciato e che tendiamo spesso a disimparare perché prima della  gestione dell’emergenza, è basilare la prevenzione che impone l’elaborazione e l’imposizione ai privati da parte della pubblica autorità di semplici e razionali regole di rispetto, in modo che ciascuno sia messo in condizione di operare nel suo piccolo per far fonte in comune ad un problema di portata generale.

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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