Tirate il sipario, la farsa finita

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Tirate il sipario, la farsa  finita
Per questa mia considerazione ho preso spunto da una frase di François Rabelais, ed è vero la  vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.
Qualche volta è necessario avere il coraggio di ridimensionare la mia personale sicurezza, la vitalità, l'orgoglio per quello che  compio e iniziare a scavare più in profondità alla ricerca di ciò che è autentico, ricordandomi sempre che non ho la possibilità di ripetere l'unicità della mia vita, con buona pace di tante fantasie reincarnazioniste.

Proprio per questo è folgorante l'invito di Charlie Chaplin, 1889-1977, il grande protagonista della storia del cinema col suo Charlot, a cantare, a ridere, a ballare, ad amare e a vivere ogni istante, impedendo che si dissolva nella vanità e nella superficialità o che si riduca, come diceva Shakespeare, a una recita o a un racconto rumoroso e senza significato.

L’episodio di oggi del cavaliere disarcionato mi ricorda che quando il  sipario, certo, calerà e se anche ci saranno applausi, presto cadranno nel silenzio e ci sarà un solo Giudice a vagliare la parte da che ognuno di noi ha recitato.  Perdonatemi l’accostamento ma a prima vista il cavaliere disarcionato è  simile ad Al Capone, il noto gangster che accusato delle più grandi infamie, alla fine fu condannato per evasione fiscale.

La storia si ripete, ieri in USA Al Capone fu condannato per evasione fiscale! Oggi al Tappone è stato condannato per evasione fiscale! Si potrebbe affermare che lo disse Al Capone, lo confermò Al Tappone, che dopo tanto male, si paga per evasione. Ma il disarcionamento del cavaliere oggi, mi sembra la fine di una commedia, una commedia alla quale gli elettori, senza tanti fragori potevano farlo anni fa, non hanno mai messo la parole fine.

Ma oggi cala il sipario, la scena è finita, anche l’ultimo atto è terminato, gli attori, come in teatro, non devono replicare, e penso che nessuno più vuol rivedere o rivivere in questo teatro ormai con le luci spente, con un silenzio tombale. La mia speranza è che il tempo guarisca il tessuto politico lacerato e grazie per chi in questi anni ci ha provato.

Ma ormai questo è già il passato e da domani si ricomincia senza alibi di sorta! Il sipario, certo, calerà alla fine per tutti noi e se anche ci saranno applausi, presto cadranno nel silenzio e ci sarà un solo Giudice a vagliare la parte da noi recitata

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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