Tra gufi, sciacalli e coyote

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Tra gufi, sciacalli e coyote
Leggendo i fatti avvenuti allo stadio Olimpico per la finale di coppa Italia, la contestazione becera a Fassino e la sua “elegante” risposta, il caso Aldovrandi o quello di Magherini, mi viene da pensare che nel Patrio Stivale se in politica ci sono i gufi, gli sciacalli ed i grilli, noi forse stiamo diventando tutti degli squallidi coyote e chiedo scusa al canide a quattro zampe che non merita sicuramente il paragone, ma è stato utilizzato per rimare nell’italico bestiario. 
 
Forse dobbiamo fermarci un attimo e pensare che il male della nostra società attuale si cura solo e sempre con il bene. Per ridare vitalità al debole tessuto sociale e ridare la giusta autorevolezza alle Istituzioni e alla dignità di noi cittadini bisogna riannodare il filo della memoria. La memoria dolente e giustamente indignata, che può e deve aiutare l’intera nostra Comunità Nazionale e le Istituzioni coinvolte, Forze dell’Ordine, Magistratura, la sana Politica, a riannodare i fili di una “prossimità” buona e felice tra tutori dell’ordine e cittadini e di una confidenza sicura nella giusta forza posta al servizio della convivenza civile. 
 
E qui, aggiungo, emergono due concetti da tenere sempre in alto nell’animo di tutti noi: legalità e certezza della pena. Una pena non deve essere particolarmente severa nè, tantomeno, 'esemplare', ma deve essere certa! Ed è proprio questo che manca in Italia e favorisce ogni tipo di delinquenza. Ritornando al filo della memoria, è il tessuto del ricordo indelebile degli uomini e delle donne che l’hanno affermata e difesa, delle vittime dei fuorilegge, delle sconfitte subite e delle vittorie conquistate, che costruisce una salda legalità. 
 
Lo ripeto, ancora una volta, nel modo spero più semplice e diretto: la legge non è, e non può mai diventare, il manganello che intimidisce e addirittura prevarica, è, deve sempre essere,  l’arma disciplinata, e perciò davvero pacifica, che difende le persone normali e ancor di più le persone deboli dall’arbitrio di chi, in molti modi, pratica la prepotenza. Criminali, speculatori, arroganti delinquenti ultras che con le scritte sulle loro magliette infangano il nostro onore nel mondo intero. Certo queste categorie posso anche annidarsi tra le fila dei difensori della legge, perché dove c’è il bene, tenta di annidarsi il male. 
 
Ma non ha ragione e non può averla. La legalità si afferma non solo con la forza e il coraggio della giustizia ma anche e soprattutto con l’esemplarità dei comportamenti che certo non sempre portano applausi a scena aperta, ma sono gli unici a meritarli. Ricordo che per la violenza negli stadi molte nazioni europee hanno convissuto con questa piaga, ma con sforzi e determinazione sono riusciti a risolvere questo problema. Basti pensare all’Inghilterra con i sui hooligans. Quando la situazione divenne insostenibile, molti anni fa, l’Inghilterra si autoescluse dalle competizioni europee per qualche anno e modernizzò gli impianti sportivi per renderli più a misura d’uomo. Si adoperò inoltre per snellire la giustizia e portare davanti al giudice il teppista di turno, che veniva immediatamente condannato e bandito dagli stadi.
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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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