Tutto si tinge di rosa!

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Tutto si tinge di rosa!
Il Giro d’Italia è la  festa di maggio, una meravigliosa corsa umana. Il suo traguardo è la felicità. Scrivere le sensazioni oggi sul  Giro d’Italia è quasi impossibile perché la penna  non arriva a tradurre bene i miei sentimenti nel vedere la gioia che si diffonde tra le persone che aspettano con ansia il passaggio dei ciclisti e della mitica maglia rosa. Andare a vedere il ciclismo è una cosa che se ci pensavo non ci credevo. Stare sul bordo della strada, aspettare, aspettare e poi ad un certo punto vederli arrivare come una ventata colorata, i ciclisti, danni la sensazione che si strisciano negli occhi. 

Purtroppo quando nelle precedenti edizioni  ero in pianura e non sulle strade verso Ceresole ed è stata  una faccenda di trenta secondi.  Ho avuto il  tempo di dire arrivano e già li vedevo  di schiena. Vabbè che è gratis ma ammettete  che è uno spettacolo paradossale. Eppure strade piene, quando passano,  paesi interi con la gente uscita di casa a vedere e plaid sull’erba, thermos, radioline, giacche a vento e la rosea aperta alla pagina giusta per leggere i numeri dei ciclisti e sapere chi erano. Quando passono i ciclisti sono  sempre stupefatto di fronte ai risultati che può dare la macchina umana quando è ben diretta, ben allenata e ben preparata. Per me la  bici incarna il mito dell'uomo, ed io libero nel vederli sfrecciare per le strade, insomma  l’immagine visibile del vento.  In questo mondo che vuole alzare sempre più dei muri nella sport della bicicletta  non ci sono stranieri,  è più di uno sport, è un bene sociale! Vedendo i ciclisti del Giro penso al  piacere di andare in bicicletta,  uno di quei piaceri di una volta che hanno il diritto di ritornare perchè insostituibili.

Dalla sella della bicicletta  si vede il mondo in modo un po' diverso, lo si coglie in un certo senso dall'alto. Muovendomi ad una velocità che mi consente di leggerlo bene, lo gusto nei suoi particolari e posso soffermarmi  su dettagli interessanti e suggestivi che da distratto automobilista non potevo cogliere.  Insomma la  vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devo muovermi in bicicletta e, se voglio arrivare alla meta devo  pedalare  ovvero conquistarmela e e questo è un messaggio che funziona per tutto. Basta lamentarsi di come va il mondo, la politica,di  tutto,  nella vita di ogni giorno pedalare e procedere con coraggio! Ritengo che uno si impegna  sempre nella vita un risultato, o prima o poi arriva. Quello che mi affascina di questo sport su due ruote  è anche il  senso civico e di partecipazione anche dei gregari. Nella gare i ciclisti gregari non gareggiano per loro ma ma per il corridore principale. Azioni come tirare il leader, e cioè di posizionarsi a turno davanti, “aprendogli” l’aria davanti, migliorando le condizioni aerodinamiche e facendogli risparmiare energie in vista della volata. Oppure di rallentare i suoi principali antagonisti , agendo come forze di interposizione.

Il bello del  ciclismo è che  non perde mai nessuno, tutti vincono nel loro piccolo, c’è chi si migliora, chi ha scoperto di poter scalare una vetta in meno tempo dell’anno precedente, c’è chi piange per essere arrivato in cima , chi non si perde d’animo.  E si, i  ciclisti sono un po' come gli alpini: quando si lotta insieme rimane un legame fortissimo per tutta la vita. Con il Giro tutto si tinge di rosa in questa meravigliosa corsa umana con il suo traguardo: la felicità! W il Giro d’Italia ed evviva la bicicletta! (blog di Giorgio Cortese)

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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