Venditori di fumo

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Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori e dalle nostre azioni adesso. Come si vede dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. La crisi economica che ci ha investito in questi anni ha rivelato in particolare la fragilità del Patrio Stivale, ma l’ansia di uscire dalla crisi ci appanna la vista e non ci fa distinguere ciò che richiede le nostre cure immediate e ciò che necessita di una terapia lungimirante, rischiando di dare delle priorità sbagliate che si ripercuoteranno sul futuro dei nostri figli. Il dare un reddito minimo a tutti i cittadini meno abbienti mi sembra una stupida demagogia.

Sono parole che sembra che suonino  bene, ma sono un colossale imbroglio. I personaggi che parliamo del reddito di cittadinanza da un lato, e del taglio delle «pensioni d'oro» per assistere chi ha perso il lavoro in età avanzata dall'altro, emettono parole che suonano bene, ma se solo ci si ragiona un po' si capisce che tali proposte diventano una trappola mortale e distruttiva per la finanza pubblica, per il mercato del lavoro e per il nostro welfare, o almeno per quello che ne rimane,  insomma, specchietti per le allodole. Primo perché così snaturiamo la base della nostra Costituzione, perché non saremmo più una Repubblica fondata sul lavoro, ma sullo stipendio per tutti! E poi dove va a finire la creatività e manualità che hanno permesso il progresso in Italia, persone che sapevano mettere le scarpe da ginnastica alle mosche  talmente erano bravi.

Con questa idea e vorrei essere smentito si distribuiscono soldi a pioggia, provvedimenti che  una volta si  chiamavano von il termine: assistenzialismo. Misure del genere applicate nel nord Europa, mi pare che non hanno dato prove confortanti e hanno il potere di  deresponsabilizzato intere generazioni. Mi sembra un  meccanismo spaventosamente costoso che crea solo voragini nei conti pubblici. E poi una  volta iniziato, quei soldi sono come una droga che produce assistiti cronici e la spesa si cumula con l'invecchiare delle generazioni e l’ingresso di nuove generazioni. Così facendo si  diminuisce il tasso di occupazione.

Chi mai accetterà un contratto a termine, part-time o saltuario, a 800-1.000 euro, quando grazie al reddito di cittadinanza può avere una somma equivalente senza fare niente, e magari integrarla lavorando in nero? Insomma il  reddito di cittadinanza finisce per condizionare fortemente l'offerta di lavoro e distruggere il capitale  umano, quello che crea benessere. E bisogna anche tenere presente che in Italia  non abbiamo una struttura amministrativa in grado di gestire un reddito di cittadinanza, per cui finiremmo soltanto per erogare prestazioni di cui si perderebbe ben presto il controllo. Il nostro sistema è impostato per tutelare chi ha perduto il lavoro e la misura della prestazione è ragguagliata al tempo in cui si è lavorato. Bisogna incentivare l’occupazione, non la disoccupazione.

La gente ha bisogno di lavoro, non di redditi che sconfinano demagogico nell’assistenzialismo. Anche le stesse distribuzioni di aiuti alimentari a chi ne ha bisogno non fa apprezzare in molti il sacrificio di sudare per guadagnare la pagnotta, per conto mio è immorale. Dare si gli aiuti alimentari ma il tutto legato ad una prestazione lavorativa, per chi può. Davanti alla percezione di un impoverimento diffuso, bisognerebbe impegnarsi per tornare a creare le condizioni per creare, a propria volta, ricchezza: per tornare a crescere. La classe politica non può creare lavoro a nessun livello ma può detassando ed agevolando negli insediamenti produttivi chi può produrre ricchezza, ovvero smettere di ostacolarlo con le pastoie burocratiche e fiscali. Certo da ottimista immagino sempre un futuro roseo, ma ritengo illusorio e dannoso, però, credere che certi demagoghi pensino che per curarsi del bene dei concittadini basti distribuire con ipocrita magnanimità quanto è rimasto di una torta che continua a restringersi.  Spero che i sostenitori del reddito di cittadinanza mi contraddicano, e, chissà, magari mi facciano cambiare idea.

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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