Il compagno

+ Miei preferiti
Il compagno
Tempo stimato di lettura: 3 minuti
 
***
 
Lui è...
 
Lui è...
 
Lui è il mio compagno.
 
È ora, adesso, dopo la parola "compagno" che quella fogliolina appena caduta dall'albero scivola in mezzo ai due interlocutori e ne raffredda subito l'aria.
 
Porta in un incontro casuale, l'autunno.
 
Il gelo no, l'inverno sarebbe troppo, oramai la parola "compagno" è sdoganata, abbastanza da non far giungere il gelo invernale, ancora poco per mantenere il calore generato dall'incontro, ecco, appunto, è così che arriva: l'autunno.
 
Non ve ne siete mai resi conto?
 
Quel velo sottile, le prime volte che lo si dice, le prime volte in cui vostra figlia, vostro figlio, l'amica divorziata o che prima era single, vi presenta il suo ragazzo, il suo "uomo", ma che dopo la convivenza da "uomo" è diventato compagno, un sottile velo che trasforma tutto.
 
Stessa cosa per il sesso opposto, prima è "la donna", la "sua ragazza", poi, appena posato lo spazzolino nel bicchiere del lavandino, disfati scatoloni e bagagli, muta, evolve, la relazione diventa più seria, si convive, ma l'appellativo no, quello torna indietro, regredisce: compagna.
 
Chi condivide la stessa casa, chi condivide la vita, il quotidiano, ma senza che vi sia un'unione civile o religiosa a suggellare il tutto, per poter definire il proprio status sociale agli altri deve utilizzare questa parola: compagno.
 
Sorrido, quando sento "compagno" o "compagna", penso subito alla scuola, ai compagni di banco, al comunismo, o peggio, molto peggio: "ai compagni di merende", sì, i compagni di merende, l'espressione utilizzata da uno degli imputati durante quel processo, il processo per gli omicidi attribuiti al cosiddetto "mostro di Firenze".
 
Quindi la parola "compagno" non è così "carina".
 
Mi domando chi abbia deciso, chi abbia individuato tra le tante parole che compongono il vocabolario italiano, proprio questa per identificare il "partner" di una relazione in cui si convive.
 
Però non si può fare altro, solo dicendo "compagno/compagna" si riesce a far capire che i due soggetti della frase, non solo hanno intrapreso una relazione sentimentale, ma sono andati oltre, ora convivono: vivono assieme.
 
Ammettetelo, fa sorridere anche a voi, dirlo, dire ad un vostro conoscente: "lei è la compagna di mio figlio".
 
Lo si dice con quel pizzico di imbarazzo aggiunto, come se si ammettesse una colpa: sì, mio figlio non si è sposato, ha messo su casa, ma è impuro, convive, per questo quell'appellativo, "compagno", che fa subito pensare alla scuola, ad un rapporto meno serio, importante; infantile.
 
Così, la volta successiva, sappiamo tutti come la chiamerete la compagna di vostro figlio e sappiamo tutti come lo chiamerete il compagno di vostra figlia.
 
Alla fine, si cede, anche se una coppia non è sposata, lo diventa, almeno nei vocaboli utilizzati: marito e moglie.
 
Quanto siamo moderni, mica ci facciamo influenzare da loro: dalle convenzioni sociali.
 
***
 
Grazie a tutti per aver letto "L'angolo di Parole in Giostra", un appuntamento che da fine ottobre vi ha intratttenuti ogni martedì; puntuale.
 
Dalla prossima settimana questo appuntamento non sarà più "puntuale", gli impegni quotidiani hanno preso il sopravvento, troverete sempre ogni venerdì il nuovo giro di giostra su www.paroleingiostra.it; mentre qui: dipenderà dal tempo libero del giostraio.
 
Grazie ancora a tutti, buona settimana e a presto.
 
Il giostraio - Valentina.
Altri post di Valentina Noli
MAR
6
Quotidiane riflessioni
FEB
27
Schieratevi... La mamma, diciamolo pure, è il primo amore, quello che non si scorda mai, quello che c'è sempre, anche quando non vorresti, anche quando hai bisogno dei tuoi spazi, della tua intimità
FEB
20
Uno sguardo ironico sul quotidiano
FEB
13
Lettera aperta Sono emotiva e piango; ah se piango. Piango per la vita persa, piango per un animale che non ho mai visto, mai conosciuto. Piango dal dolore...
FEB
6
Schieratevi... Siamo giunti alla resa dei conti. Siamo qui per stabilire se il popolo Italico sia a maggioranza "Ciabattista" o "Scarpista"...
L'angolo di Parole in Giostra
di Valentina Noli
Ho pensato e ripensato ad una biografia accattivante, interessante.
Cosa avrei potuto raccontare di me?
Tutto o forse niente.
Non voglio definirmi, lo farete voi, imparerete a conoscermi "cammin facendo".
Per ora vi basti sapere che sono nata nel 1990, ho studiato giurisprudenza, mi sono laureata.
Da aprile 2016 sono il "giostraio" di Parole in Giostra, una giostra di racconti e riflessioni che potrete trovare su www.paroleingiostra.it.
Con "L’angolo di Parole in Giostra" cercherò di intrattenervi, di coinvolgervi; ogni martedì mi troverete qui, puntuale.
Cosa potrei aggiungere?
Mi conoscerete leggendo, quindi: Buona lettura!
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore