Biglietto scaduto (di Romain Gary)

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Biglietto scaduto (di Romain Gary)
In 27 anni di mestiere ho imparato poche cose che valgono la pena. Una di queste è sicuramente la certezza che la comunicazione ha un "target" preciso. Se si è fuori da quel target non ci sono slogan, non ci sono immagini, non ci sono donne nude che tengano: semplicemente la pubblicità non la si vede.
 
Al contrario, quando si è in target, si è sensibili a qualunque cosa sfiori l'argomento. Per esempio, sono certo che non avete mai notato quanti negozi di articoli da bagno ci sono nel vostro quartiere prima di decidere che dovevate rifare il bagno.
 
Improvvisamente sono spuntate vetrine piene di tazze, bidet e scopacessi. Magazzini del bagno sono apparsi tra la panetteria e il barbiere. 
 
Ma ci sono sempre stati? Sì, ma non ve ne rendevate conto perché non eravate in target. 
 
I vecchi pubblicitari sanno che è inutile e sbagliato fare musi lunghi se chi non deve rifarsi il bagno non ha un orgasmo di fronte ad una bella pagina pubblicitaria che mostra una bella vasca e il water con l'asse abbassato; è giusto che sia così.
Quella pagina non è fatta per parlare a lui.
 
Tutto ciò per dire che chi ha letto il libro e non ha messo 5 stelle, probabilmente non è in target. E non lo è per due motivi: o è troppo giovane o ha le gonadi e l'apparato riproduttore sbagliato, che in questo caso vuole dire semplicemente "fuori target".
 
Però non basta la scienza della comunicazione per spiegare il fenomeno. 
 
Non è solo una questione di avere o non avere la prostata e un indice di PSA più o meno alto. Il fatto è che di fronte alla scrittura di Gary dovremmo essere tutti in target, vergadotati, vaginali e clitoridee, perché un libro scritto così bene e che tratta un argomento così delicato con tanto amore è raro come una polluzione notturna. Le situazioni sono ideate da chi sa quel che dice, mentre frasi e periodi sono cesellati da un tagliatore di pietre preziose. Chi le ha tradotte è dotato della stessa arte. 
 
Lo nomino libro dell'anno 2014 e lo consiglio a chi ha una vita sessuale attiva, poco attiva, per niente attiva o anche, semplicemente, a chi ha una vita.
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di Aldo Costa
Aldo Costa, torinese, si trasferisce a Favria con tutta la famiglia nel 2002. Il suo lavoro di copywriter freelance gli consente di lavorare ovunque ci sia una connessione internet. Scrive per mestiere, ma anche per passione. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta di racconti Ultimo Grado nella collana I licheni, Vivalda e nel 2008 è uscito il suo primo romanzo, L’Inviato di Dio, per Baima & Ronchetti. Poi c'è la trilogia, che comincia con Non è vero Piemme 2014, continua con Giulia dorme e si completa con Destini incrociati. Scrive, ma soprattutto legge molto: una quarantina di libri all'anno. La cattiva notizia è che li commenta tutti. La buona? Non c'è.
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