Recensione de "La Teoria del Tutto"

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Recensione de "La Teoria del Tutto"
In ordine: lei è molto bella e molto brava. Si chiama Felicity Jones e nel film interpreta la prima moglie di Stephen Hawking. Lui è Eddie Redmayne, perfetto nel ruolo di protagonista. Il regista è James Marsh. Che dire di lui? Che non ha sbagliato niente: tempi, recitazione, inquadrature, stacchi, tutto ok. Ottima la fotografia. La musica non l'ho nemmeno sentita, credo sia un buon segno. La storia, poi, è straordinaria, come la vita di Stephen Hawking, lo scienziato inglese al quale hanno “dato” al massimo due anni di vita nel '63 e che è ancora vivo oggi.

E allora, perché sono tornato a casa invece di restare al multisala Massaua ad applaudire?

Escluso che ci possa essere qualcosa che non va in me, non capisco cosa succede.

Sì, è vero, non si sono viste tette. Ma, sinceramente, non era proprio il film. Quindi? Dovrei porre la domanda a tutte quelle ragazze che nel corso della mia vita mi hanno detto “Sì, sei un caro ragazzo, ma... Sì mi piaci, ma... Simpatico sei simpatico, ma...” Ma hanno detto no. Perché mi hanno detto no? Innumerevoli i motivi possibili, riconducibili però alla famosa scintilla, che non è scattata. Da allora ho provato le pietre focaie, ho cambiato pietrine nell'accendino, sono passato al pizzoelettrico e all'arco voltaico, ma quando non doveva scattare, non scattava.

Per cui, per quanto ora mi senta in difetto, per quanto mi scocci non conoscere il perché di un'emozione o di una non-emozione, mi arrendo, e alla “Teoria del tutto” dico la stessa cosa: “Sì, mi piaci, ma...”

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di Aldo Costa
Aldo Costa, torinese, si trasferisce a Favria con tutta la famiglia nel 2002. Il suo lavoro di copywriter freelance gli consente di lavorare ovunque ci sia una connessione internet. Scrive per mestiere, ma anche per passione. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta di racconti Ultimo Grado nella collana I licheni, Vivalda e nel 2008 è uscito il suo primo romanzo, L’Inviato di Dio, per Baima & Ronchetti. Poi c'è la trilogia, che comincia con Non è vero Piemme 2014, continua con Giulia dorme e si completa con Destini incrociati. Scrive, ma soprattutto legge molto: una quarantina di libri all'anno. La cattiva notizia è che li commenta tutti. La buona? Non c'è.
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