Recensione del film "L'Amore Bugiardo"

+ Miei preferiti
Recensione del film "LAmore Bugiardo"
Ho scritto “L'amore-bugiardo-non-ho-capito” su Google ma non è venuto fuori niente di utile. Allora ho scritto: “L'amore-bugiardo-spiega” ma neanche così. Che sia io l'unico con mille dubbi? Eppure sono stato molto attento, anche perché non è un film che ti permette di divagare. Si comincia subito con la scomparsa di una donna in una cittadina americana e si continua seguendo le vicende - separate - di lui e di lei. E fin lì sono rimasto al passo, dicendomi “bello bello, mi piace”. Il problema arriva alla fine, quando tutto dovrebbe chiarirsi. Mentre sceneggiatori e regista stappano lo champagne in vista dei titoli di coda, io vado in crisi perché tutto il meccanismo che fino a quel momento ha funzionato, collassa come le twin tower. Viene fuori che c'è un figlio in arrivo. Ma da dove? Ma come? Sul fronte indagini, poi, la polizia sparisce e i subentranti agenti dell'FBI sembrano addesttrati dall'ispettore Clouseau. In Italia, ma anche in America se non si trattasse di un film, non la farebbe franca nessuno. Ci sono prove che vedrebbe anche Bocelli. E poi, un ospedale, dico, un ospedale, dimette e manda a casa in piagiamino verde una persona con più di metà corpo imbrattato di sangue? Hanno finito il Johnson's e l'assicurazione non passava il Mustela?
Tuttavia, nemmeno un finale traballante basta per bocciare “Amore bugiardo”. Non prenderà l'oscar per la sceneggiatura, ma per qualche motivo, che comprenderà meglio chi è sposato, può piacere. Parla della vita di coppia e del matrimonio, dicendone cose buone e cose orribili. Tutte, le une e le altre, fotografie di quello che accade nella realtà. Insomma, ottimi maron glacé nel Tetrapack del Tavernello. Nel contenuto da salvare ci metto anche il cast: Ben Affleck, un po ispessito ma sempre un bel ragazzino, la gnoccosa Rosamud Pike e la stupenda Emily Ratajkowski (potrei morire) che fa vedere le sue stupende tette. E con questo metto il timbro “approved” e la parola fine.

Altri post di Aldo Costa
APR
16
Credo che ci siano almeno due modalità per approcciare questo film. Quella del cinico, che lo vede come un “Xfactor” o un “Amici” vissuto dietro le quinte.
MAR
14
Vi parlerò delle mie di ceneri, se la cosa interessa, perché di quelle di Angela non si sa nulla, nemmeno alla fine del libro
FEB
3
In ordine: lei è molto bella e molto brava. Si chiama Felicity Jones e nel film interpreta la prima moglie di Stephen Hawking.
GEN
6
Quando un uomo con un fucile da cecchino incontra un uomo con un Kalašnikov, l'uomo col Kalašnikov è un uomo morto
DIC
5
Sono un po' stufo di finire i libri e chiedermi che cosa ho capito. Di solito non capisco niente
Orudis
di Aldo Costa
Aldo Costa, torinese, si trasferisce a Favria con tutta la famiglia nel 2002. Il suo lavoro di copywriter freelance gli consente di lavorare ovunque ci sia una connessione internet. Scrive per mestiere, ma anche per passione. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta di racconti Ultimo Grado nella collana I licheni, Vivalda e nel 2008 è uscito il suo primo romanzo, L’Inviato di Dio, per Baima & Ronchetti. Poi c'è la trilogia, che comincia con Non è vero Piemme 2014, continua con Giulia dorme e si completa con Destini incrociati. Scrive, ma soprattutto legge molto: una quarantina di libri all'anno. La cattiva notizia è che li commenta tutti. La buona? Non c'è.
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore