Recensione: Domani non sarò più re

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Recensione: Domani non sarò più re
L'idea geniale è mettere un linguaggio contemporaneo in bocca e nei pensieri di 9 sentinelle appostate in trincea a 3000 metri durante la guerra 15/18. Si parla di canne, di musica, di sesso e di tutto il resto come se ne parlerebbe oggi, ieri o come se ne poteva parlare giovedì scorso. 
 
Il problema risiede nei contenuti dei discorsi. Del tutto coerenti con la situazione, per carità: ozio, alienazione, paura, disperazione per il tempo perduto tra baracche e gallerie gelate... discorsi coerenti ma anche (detto tra noi) decisamente pallosi. Speri sempre che succeda qualcosa, ma in un avamposto sperduto tra guglie di dolomia, in una guerra di trincee, cosa vuoi che succeda? C'è molta più vita alla Fortezza Bastiani, per capirci. Per questo e per le pagine e pagine di delirio e sclera della voce narrante, non riesco a essere entusiasta. Se fosse un'opera teatrale (e temo proprio che lo possa anche essere) consiglio un posto laterale, dal quale si possa sgattaiolare fuori, non visti, a fumare ogni tanto, salvo essere pronti a tornare dentro per applaudire, alla fine, perché poi, gli applausi, Luigi Pozza li merita anche.
 
Autore: Luigi Pozza, editore mimisol
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di Aldo Costa
Aldo Costa, torinese, si trasferisce a Favria con tutta la famiglia nel 2002. Il suo lavoro di copywriter freelance gli consente di lavorare ovunque ci sia una connessione internet. Scrive per mestiere, ma anche per passione. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta di racconti Ultimo Grado nella collana I licheni, Vivalda e nel 2008 è uscito il suo primo romanzo, L’Inviato di Dio, per Baima & Ronchetti. Poi c'è la trilogia, che comincia con Non è vero Piemme 2014, continua con Giulia dorme e si completa con Destini incrociati. Scrive, ma soprattutto legge molto: una quarantina di libri all'anno. La cattiva notizia è che li commenta tutti. La buona? Non c'è.
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