CANAVESE - Addio al treno tra Rivarolo e Pont: l'ennesima presa per i fondelli

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CANAVESE - Addio al treno tra Rivarolo e Pont: lennesima presa per i fondelli
La chiusura anticipata della ferrovia Rivarolo-Pont è l'ennesima conferma che quel tratto della Canavesana è morto e sepolto. Dopo anni spesi a cercare i soldi per l'elettrificazione, stanziati un po' ovunque in Piemonte tranne che in Canavese, è ormai chiaro che la Regione ha scelto la strada della graduale (e nemmeno tanto) dismissione della ferrovia. Il summit dell'altra mattina ha scoperto le carte dopo mesi di diplomazia e incontri. «Non ci sono soldi e non ci saranno finchè la Canavesana resterà regionale», ha ribadito l'assessore Balocco. Benissimo: finalmente un po' di chiarezza. Peccato che qualche mese fa, a Rivarolo, si era parlato anche di possibili nuovi fondi per l'elettrificazione e, non più tardi di quindici giorni fa, la Regione stessa ha annunciato importanti investimenti sui trasporti. Ovunque tranne che per la Canavesana, eccezion fatta per gli 11 milioni previsti per la sicurezza della tratta Settimo-Rivarolo. Soldi, in realtà, già annunciati tre volte: nel primo caso addirittura dalla giunta precedente a questa...
 
Insomma la presa per i fondelli (per non dire di peggio) è evidente. E si completa, sempre leggendo il comunicato della Regione, quando si ipotizza l'utilizzo di treni bimodali sulla Canavesana (ovvero di quelli che funzionano sia elettrici che a diesel) per arrivare fino a Pont senza cambiare treno. La Regione Valle d'Aosta ne ha appena comprati un buon numero per gestire la tratta Aosta-Ivrea-Chivasso. Costano sei milioni di euro l'uno... Ora: se non ci sono sei milioni di euro per elettrificare la Rivarolo-Pont, dove trova la Regione i soldi per comprare almeno tre bimodali (spesa complessiva, 18 milioni di euro)? 
 
Ok: la Rivarolo-Pont è un binario morto. Anche se tornerà (forse) a settembre. Le carrozze viaggiano spesso vuote e non c'è motivo di mantenere aperta una linea obsoleta che non passa nei centri dei paesi ed è la fotocopia (meno performante) delle linee bus. E' chiaro a tutti. Fine delle discussioni inutili e delle prese in giro: ci vuole anche un briciolo di coraggio per amministrare. Non si elettrifica perchè nessuno crede al rilancio di questa linea? Chi di dovere convochi i sindaci per dire chiaramente: «La Rivarolo-Pont diventerà una bella pista ciclabile». E' troppo chiedere un po' di chiarezza?
 
Il tutto condito dalle vergognose condizioni in cui viaggiano, da mesi, i pendolari del Canavese. Treni che si rompono, macchinisti che non si trovano, gente stipata come animali e via discorrendo. Disagi ottocenteschi che, purtroppo, nonostante le lamentele, ancora si verificano (quelli si) con estrema puntualità. Che dire? In questi mesi i pendolari hanno alzato la voce a ripetizione (e con quello che pagano di abbonamento è il minimo sindacale), chiesto interventi anche alla politica regionale e non. Nulla. Bocche cucite, nessuna presa di posizione, nemmeno un richiamo ufficiale all'azienda che gestisce il servizio. Come se i pendolari del Canavese non esistessero. Forse è proprio così: l'ennesima conferma che il Canavese, a livello politico, non conta più nulla. Benissimo. Prima o poi si tornerà alle urne. Qualcuno verrà anche a chiedere il voto. Probabilmente i «canavesani che non contano nulla» sapranno cosa rispondere... (blog di Alessandro Previati)
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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