Anche l'ndrangheta e la Tav diventano noir

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Anche lndrangheta e la Tav diventano noir
Partiamo dal presupposto che se il personaggio principale va al cinema per vedere «Django» di Quentin Tarantino, il libro è sicuramente da leggere. Anche dovesse parlare di botanica. Per fortuna «Nero Tav» di Giorgio Ballario è un noir come si deve. Con un vantaggio: si cala nella contemporaneità di fatti più o meno noti a tutti. Ma se qualcuno non dovesse avere le idee chiare sulla Tav o sulle infiltrazioni della criminalità organizzata al nord, meglio ancora.
 
Perché il riassunto che ne fa il detective italo-argentino Hector Perazzo, chiamato ad indagare sulla misteriosa scomparsa di due ragazzi in Val di Susa, è quasi un «bignami» per chi ancora non ha sentito parlare (!) della Torino-Lione o dell’ndrangheta in provincia di Torino.
 
In questo contesto (a pagina 67) “merita”, purtroppo, una citazione anche il Canavese. Perché, dati dell’inchiesta Minotauro alla mano, non puoi parlare d’infiltrazioni dell’ndrangheta in provincia di Torino, senza citare quello che è già venuto a galla. Il resto, in teoria, sarebbe “solo” fantasia dell’autore. Invece ai primi di luglio, con il romanzo già uscito da qualche settimana, i carabinieri del Ros hanno arrestato una ventina di persone che, tramite la 'ndrina di San Mauro Marchesato, hanno tentato (o stanno tentando) di mettere le mani sui cantieri della Tav. Uno degli arrestati, intercettato dai militari dell’Arma, dice chiaramente che «I No Tav possono rallentare l'inizio dei lavori per la Torino-Lione ma non li possono fermare». Non è una casualità: proprio nelle battute finali, uno dei personaggi di «Nero Tav» dice praticamente la stessa cosa. Inquietante. A dir poco.
 
Il romanzo è un crescendo di colpi di scena. La svolta è nel cognome di uno dei ragazzi scomparsi. L’investigatore lo intuisce quasi subito ma per arrivare alla conclusione del rompicapo dovrà scavare a fondo, anche a rischio di mettere a repentaglio la propria vita. Ogni riferimento del libro è puramente casuale: «nulla è accaduto ma tutto sarebbe potuto accadere». Vero, come dimostrano le ultime inchieste. Nulla di politico o di preveggente: “solo” una storia brillante che ben si addice alla realtà dei fatti. Da leggere.
 
Giorgio Ballario, giornalista del quotidiano La Stampa, è tra i fondatori di «Torinoir», associazione di scrittori gialli, noir e polizieschi di Torino. Nero Tav, ed. Cordero, 2014, pp. 154, euro 15.
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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