Disastro Asa: adesso tocca alla procura...

+ Miei preferiti
Disastro Asa: adesso tocca alla procura...
In principio era il consorzio pubblico destinato a occuparsi solo della raccolta rifiuti. Poi divenne teleriscaldamento, sicurezza, scavi, acquedotto, case di riposo. Un guazzabuglio. Con un finale già scritto: quello del fallimento. La decisione dell’arbitrato sull’Asa, mette nero su bianco (una volta per tutte) le responsabilità dei soci nel crack del consorzio pubblico dell’alto Canavese. Doveva essere il fiore all’occhiello di un territorio (il nostro) capace di amministrare e amministrarsi. E’ finita nel peggiore dei modi, con 37 milioni di euro da pagare per ripianare i debiti. Posti di lavoro persi, aziende fallite per le inadempienze dell’Asa e un’idea di territorio andata definitivamente in malora. 
 
C’è altro? Assolutamente si. Perché dietro la decisione dell’arbitrato si cela, più o meno bene, il lavoro che altri hanno seguito in questi anni. Di esposti in procura, a Ivrea, ne sono stati depositati pacchi alti così. Gli inquirenti hanno scartabellato tra quelle denunce portando avanti un lavoro di fino che non potrà finire nel nulla. I sindaci soci del consorzio non hanno vigilato sullo sperpero di denaro pubblico in Asa. Non si sono “accorti” degli investimenti sbagliati dei manager dell’azienda (da loro stessi nominati) e delle assunzioni a pioggia degli amici degli amici. Il conto, salatissimo, sta tutto in quei 37 milioni di euro. Ma le inchieste che la procura di Ivrea ha avviato in questi anni, fin qui (forse) congelate in qualche cassetto, adesso sono davvero chiamate a fare luce sulle precise responsabilità. C’è chi non ha vigilato, ovvio. Ma c’è chi, materialmente, ha preso i soldi dei cittadini canavesani e li ha buttati nel cestino (per non dire di peggio).
 
E’ il momento di fare chiarezza. Dalla A alla Zeta.
 
Altri post di Alessandro Previati
OTT
3
Quattro anni fa, il 3 ottobre 2013, iniziava in sordina, con tanto entusiasmo e altrettanto timore, l'avventura web di «Quotidiano (del) Canavese»
SET
22
Le sentenze si rispettano. Sempre. Anche quando sono un cazzotto nello stomaco. Niente carcere a vita per Gabriele Defilippi, reo confesso dell'omicidio di Gloria Rosboch...
AGO
9
La richiesta di lavoro di una ragazza di Crescentino fa il giro del web. Un commerciante di Torino risponde, poi si accorge che la diciottenne è fidanzata con un giovane di colore. E allora niente lavoro...
MAG
30
La strada che porta a San Siro, la «Scala del calcio», è stato un percorso lungo 49 anni. Estremamente tortuoso, passato da stadi pazzeschi...
MAG
20
Prima o poi si tornerà alle urne. Qualcuno verrà anche a chiedere il voto. Probabilmente i «canavesani che non contano nulla» sapranno cosa rispondere...
Prossima fermata? Chissà...
di Alessandro Previati
Twitter IconFacebook Icon
Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore