Il Canavese piange altri tre ragazzi, morti sulla 460: ora basta!

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Il Canavese piange altri tre ragazzi, morti sulla 460: ora basta!
Il giorno che smetteremo di contare i cadaveri e le pozze di sangue sulla ex statale 460, sarà sempre troppo tardi. Oggi il Canavese piange tre ragazzi, morti alle prime luci dell'alba su quella maledetta strada. Uno, aveva 29 anni, stava andando al lavoro, abitava a Feletto ed era appena diventato papà. La 460 è un cimitero. Una sequela infinita di lapidi, mazzi di fiori. Ed è, purtroppo, la principale arteria viaria per il Canavese. Si arriva fino a Ceresole e al parco Nazionale del Gran Paradiso con quella tragica lingua d'asfalto. Sarebbe ora di porre fine a questo continuo funerale.
 
L'incidente di oggi, come tanti altri in passato (non necessariamente mortali), si sarebbe potuto evitare facilmente. Se solo, qualche lustro fa, le amministrazioni locali, non fossero state sorde al richiamo arrivato dal territorio, quando ancora molte vite si sarebbero potute salvare. Tra Leini e Lombardore, nel tratto teatro dei più sanguinosi incidenti (compreso quello di oggi, costato la vita a tre persone, di cui due carbonizzate), sarebbe bastato piazzare uno spartitraffico in cemento per evitare sorpassi e invasioni di corsia, la causa del 90% degli scontri che si verificano in quel tratto.
 
Possibile? Assolutamente no. Le regole lo vietano espressamente. Vero. Ma in un paese, l'Italia, dove le deroghe sono all'ordine del giorno, dove «fatta la legge, trovato l'inganno», possibile che nessuno si sia mai veramente mosso per risolvere questo assurdo problema? Quasi sicuramente, oggi, se ci fosse stato qualcosa ad impedire lo schianto frontale, non staremmo piangendo tre morti. E non lo avremmo fatto nemmeno in passato. La soluzione è davvero dietro l'angolo. E' sempre stata lì. Ma, chi di dovere, si è sempre fermato alla burocrazia. Al rispetto di una regola assurda portatrice di morte.
 
Il servizio e le foto sull'incidente costato la vita a tre persone CLICCANDO QUI
 
 
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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