Cuorgnč, il faccia a faccia senza la faccia...

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Cuorgnč, il faccia a faccia senza la faccia...
«Coerente» fino all'ultimo, Giancarlo Vacca Cavalot ieri sera ha disertato il dibattito elettorale promosso dai colleghi del Canavese a Cuorgnè. Il dibattito si è quindi trasformato in un monologo del sindaco uscente Beppe Pezzetto che, invece, si è presentato al confronto. Scelte diverse insomma, unico spunto in una campagna elettorale estremamente sottotono e priva di spunti, se si fa eccezione per qualche manifesto strappato. Il sottrarsi al confronto, del resto, è stata una precisa scelta di Vacca Cavalot che, in questo modo, ha «calmierato» sul nascere ogni possibile iniziativa targata Pezzetto. Consapevole della capacità oratoria dell'avversario, Cavalot ha preferito fare un passo indietro. Non era obbligato a confrontarsi e puntualmente non lo ha fatto. 
 
Se questo può essere considerato un atteggiamento corretto o apprezzato dagli elettori, lo scopriremo tra una settimana. Il sindaco uscente, ovvio, è il grande favorito. Per contro Cavalot sa di non aver nulla da perdere dopo cinque anni passati sui banchi dell'opposizione, dove, per quanto ci si agiti, alla fine non si conta nulla. Finire nuovamente in minoranza potrebbe anche essere il male minore: l'alternativa era non ripresentarsi al vaglio degli elettori per chiudere una più che ventennale carriera politica. Secondo Cavalot, però, non era ancora il momento di togliere il disturbo. 
 
Sull'altro fronte, persi alcuni pezzi importanti della vecchia giunta, Pezzetto vede qualche fantasma di troppo sulla possibile riconferma. Forse a causa del quanto annunciato e non fatto (anche se spesso gli annunci non erano suoi...) che per la reale vicinanza della città alla sua amministrazione. Il clima di cinque anni fa è chiaramente sfumato nel corso della legislatura e questa può essere (forse) una delle pecche più evidenti della maggioranza uscente. Il resto dovranno valutarlo direttamente i cuorgnatesi. Se è vero che Pezzetto è il favorito, occhio a non dar per spacciato il vecchio leone ferito. 
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa č stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 č «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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