Il lieto fine non arriva mai per caso

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Il lieto fine non arriva mai per caso
Tecnologia, esperienza e volontariato. La cooperazione al servizio del cittadino, l'altra notte a Castellamonte, ha dato i suoi frutti. Un'aspirante suicida, dopo due ore di ricerche, è stata salvata nei boschi della città della ceramica, prima che il freddo potesse toglierle la vita. Era quasi in ipotermia ma tutto sommato ancora in discrete condizioni, nonostante i cattivi propositi di farla finita e i farmaci assunti. Depressa, aveva però avvisato un'amica via telefono e reso note su Facebook le sue intenzioni. Ha teso in qualche modo una mano e qualcuno che le vuole bene per davvero, ha fatto in modo di salvarle la vita.
 
Il lieto fine non arriva mai per caso. Ogni volta che c'è una segnalazione di scomparsa in Canavese e ci si trova di fronte ai vigili del fuoco che cominciano le ricerche, il pensiero corre inevitabilmente a Gloria Rosboch. A tutto quello che è stato fatto nel tentativo (impossibile, col senno di poi) di salvarle la vita. Ed è un pensiero che è balenato nella testa di tutti i soccorritori anche l'altra notte, perchè buona parte delle ricerche sono state effettuate in prima battuta negli stessi luoghi dove, dieci mesi fa, si era cercata anche la povera professoressa di Castellamonte.
 
L'esperienza è servita. La cooperazione tra i ricercatori è stata fondamentale. Vigili del fuoco di Castellamonte e Ivrea, carabinieri di Castellamonte, Cuorgnè e Locana, volontari del soccorso alpino e personale del 118: tutti coordinati nelle ricerche. E, alla fine, anche la tecnologia ha fatto la sua parte: il sistema «Sms locator», che permette di individuare la posizione GPS inviando un messaggino al cellulare del disperso, ha indirizzato i soccorritori nell'area giusta, dietro al cimitero della città, permettendo alla squadra dei vigili del fuoco di raggiungere la ragazza prima che fosse troppo tardi. 
 
Ci sarà tempo e modo per chiarire le motivazioni del gesto. Quel che conta è stata la tempestività e la perizia di chi è stato impegnato nelle ricerche. In quelle due ore è stato fondamentale non commettere errori. Bravi tutti, quella ragazza vi deve la vita.
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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