In coda per un posto di lavoro. La tristezza infinita del Canavese

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In coda per un posto di lavoro. La tristezza infinita del Canavese
Pensate che bello. La Provincia e i centri dell’impiego organizzano ad Agliè un salone per i giovani e i meno giovani che cercano un lavoro. Standisti da tutto il Canavese, associazioni di categoria, aziende, centri di formazione. Tutti presenti. Ma è il deserto. Nel verde Canavese tutti hanno già un lavoro e il salone si rivela un flop clamoroso. Sarebbe stato bellissimo, per una volta, poter brindare al clamoroso insuccesso di un’iniziativa dedicata a chi cerca un’occupazione.
 
Purtroppo, il salone è stato un successo. Ovvero: per due giorni, un fiume ininterrotto di aspiranti lavoratori ha visitato il salone Alladium, alla ricerca di qualcosa da fare. Tanti giovani, certo, dagli studenti agli appena laureati. Ma anche (e soprattutto) tanti ex lavoratori che ragazzini, già da un pezzo, non sono più. Tanti quarantenni e cinquantenni, rimasti senza un’occupazione, alla ricerca di un posto in extremis, magari per maturare quei maledetti contributi necessari a raggiungere la pensione (minima ovviamente).
 
Al taglio del nastro, venerdì, c’era anche il sottosegretario Bobba del governo Renzi. Ecco, lo specchio fedele dell’Italia (oltre che del nostro Canavese) sono iniziative di questo tipo. Lontane dallo spread, dalle promesse politiche e dalle campagne elettorali. Dove centinaia e centinaia di persone, di ogni età ed estrazione sociale, s’incontrano nella speranza di trovare qualcosa che, in teoria (da Costituzione), le sarebbe dovuto. Qualcosa deve cambiare. A partire proprio dal mondo del lavoro. Perché non è possibile che un salone come quello di Agliè ottenga un successo simile, in Canavese come altrove.
 
Chi ha organizzato il salone “Io lavoro” è andato sul sicuro. Conoscendo, tramite i centri per l’impiego e le associazioni di categoria (a partire da Confindustria), lo stato di salute del nostro territorio. E non si è nemmeno stupito di vedere così tanta gente in fila per un colloquio. Ma che tristezza quella sala gremita...
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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