Mafioso a chi?

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Mafioso a chi?
La Corte di Cassazione ha sentenziato: niente voto di scambio mafioso per l'ex segretario generale del Comune di Rivarolo Canavese, Antonino Battaglia. Sentenza scritta sulla pietra: Battaglia tornerà a processo in Corte d'Appello a Torino, tra qualche mese, ma il reato che gli è stato contestato al «primo giro» non potrà più essere riproposto. Le sentenze si rispettano. Stop. Il reato diventa elettorale (per le europee dell'ex sindaco Fabrizio Bertot) ma è svanita l'aggravante decisiva, quella dalla quale si era partiti con la commissione d'inchiesta fino ad arrivare allo scioglimento del consiglio comunale di Rivarolo Canavese per infiltrazioni mafiose. 
 
Una settimana fa c'erano pochi dubbi, forse, sulla legittimità del provvedimento. Anche se alcune contestazioni contenute nel documento del Ministero dell'Interno, potrebbero essere rivolte a moltissime altre amministrazioni del territorio. Oggi, dopo il parere della Cassazione, il quadro è relativamente mutato. Perchè se a Leinì lo scioglimento è arrivato dopo l'arresto dell'ex sindaco (sentenza, la sua, confermata in pieno) e in quel momento capogruppo di maggioranza e papà del primo cittadino in carica, a Rivarolo, il provvedimento del Ministero è giunto senza che nessun membro dell'amministrazione comunale di allora sia mai stato indagato per vicende di «mafia». L'unico a finire nei guai era stato proprio Battaglia che, però, alla fine, non è risultato mafioso. A parlare, adesso, sono gli atti processuali: nessuna ipotesi d'indagine, nessuna attività investigativa in corso. Il sistema giudiziario ha sentenziato.
 
Sia chiaro, le ombre sull'allora amministrazione comunale sono ben definite nella relazione della commissione d'indagine che ha passato al setaccio anche gli armadietti di palazzo Lomellini. E la 'ndrangheta in Canavese è un dato di fatto, come hanno scritto i magistrati di tutti e tre i gradi di giudizio (ed è ancora radicata e presente). Tuttavia, in virtù dell'avvenuto scioglimento del consiglio comunale, ci si aspettava, dai tribunali, ben altre sentenze nei confronti di chi è stato tirato in ballo dalla commissione d'indagine. «Ormai è tardi», direbbe Vasco Rossi. Ed è vero: anche il commissariamento del Comune, in fondo, è acqua passata. Quel che resta, oltre ai dubbi, è l'onta che hanno dovuto subire (a livello nazionale, purtroppo) i rivarolesi. Non se la meritavano loro e nemmeno la città. 
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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