Ordinanze anti-petardi: cani e gatti ringraziano. E quando non è capodanno?

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Ordinanze anti-petardi: cani e gatti ringraziano. E quando non è capodanno?
In questi giorni si sono moltiplicati i Comuni, in tutta Italia (non solo in Canavese), che hanno pubblicato un’ordinanza che vieta l’utilizzo dei petardi per le feste di capodanno. Alcuni sindaci hanno esteso il periodo “sensibile” anche alle feste di Natale e della Befana, dal momento che l’usanza di festeggiare con i botti sembra aver coinvolto anche gli altri tradizionali appuntamenti di questo periodo. Fin qui, sia chiaro, tutto molto bello. Nel senso che promuovere delle ordinanze per tutelare animali, fasce deboli e, più in generale, chi non ha intenzione di festeggiare a suon di spettacoli pirotecnici, è doveroso e fa parte delle prerogative di ogni Comune d’Italia.
 
Da proprietario di un micio (per giunta mezzo cieco) che sicuramente non apprezza i botti (a capodanno come nel resto dell’anno) ringrazio la ritrovata sensibilità di molte amministrazioni comunali. Detto questo, però, devo purtroppo constatare che le ordinanze sembrano ricalcare una moda del momento, che, come deterrente utile allo scopo, fanno acqua da tutte le parti.
 
I buoni propositi di sindaci e amministrazioni, infatti, si scontrano spesso con la mancanza di uomini preposti al rispetto delle ordinanze stesse: vigili urbani, carabinieri e, più in generale, membri delle forze dell’ordine. Che tra furti, incidenti, divieti di sosta e quant’altro, difficilmente troveranno il tempo di rincorrere tutti i ragazzini (e gli adulti) pizzicati con un petardo tra le mani. Meno ancora la notte di capodanno. Senza contare che se i petardi sono fastidiosi per il veglione, non comprendo come non lo siano gli spettacoli pirotecnici organizzati dai Comuni stessi, per sagre paesane, feste patronali e quant'altro.
 
Se basta un’ordinanza (in molti casi inapplicabile) per fregiarsi del titolo di “Comune amico degli animali”, vale la pena ricordare ai Comuni (tutti, nessuno escluso) che ci sono strutture che di animali si occupano tutto l’anno (non solo a San Silvestro) e che vanno avanti solo ed esclusivamente grazie al volontariato, perché gran parte delle amministrazioni convenzionate “dimenticano” di pagare il dovuto. E questo vale per i canili e ancor di più per i gattili, dei quali il Canavese è quasi del tutto sprovvisto nonostante gli obblighi di legge.
 
Quindi, ben venga la sensibilità di capodanno pro-animali. Sarebbe tanto bello, però, che le amministrazioni si ricordassero dei nostri amici pelosi anche durante il resto dell’anno. 
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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