Qualche dubbio di troppo sul futuro dell'ospedale di Cuorgnč

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Qualche dubbio di troppo sul futuro dellospedale di Cuorgnč
C’è qualcosa che non funziona nella sanità del Canavese. Soprattutto in tema di comunicazione. Da un lato l’assessore regionale alla sanità, Antonio Saitta, rassicura: «Nessuna chiusura all’ospedale di Cuorgnè». Dall’altro i Cinque Stelle, tutte le settimane, scoprono un taglio nuovo. Prima le sale operatorie (che anche quest’anno vanno in vacanza nel periodo estivo), poi il servizio Ercp (colangio-pancreatografia endoscopica retrograda), l’ambulatorio che si occupa degli «esami di endoscopia interventistica utilizzati nelle calcolosi delle vie biliari». 
 
In entrambi i casi, alla segnalazione del Movimento 5 Stelle, è seguita la risposta dell’Asl che ha confermato il taglio del servizio. Per le sale operatorie, per fortuna, solo temporaneo. Per l’ambulatorio, invece, definitivo. Trasferito a Ivrea perché Cuorgnè non ha il Dea (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) e nemmeno le strutture cliniche di emergenza (Anestesia e Rianimazione, Chirurgia). La risposta dell’Asl, da un certo punto di vista, fa rabbrividire. Fino a ieri, infatti, gli interventi di «colangio-pancreatografia endoscopica retrograda» sono stati regolarmente eseguiti in quel di Cuorgnè. Anche senza Dea. Ora: o l’assenza del dipartimento d’emergenza è una scusa per trasferire tutto a Ivrea (il che sarebbe quantomeno antipatico ma nemmeno troppo originale) oppure fino a ieri si è giocato con la vita dei pazienti, eseguendo degli esami rischiosi che avrebbero necessitato di strutture a Cuorgnè non presenti.
 
Tralasciando gli aspetti tecnici, decisamente inquietanti, c’è un grosso problema di comunicazione (puntualmente sottolineato anche dal Movimento 5 Stelle). Come mai, l’Asl o la Regione informano dello spostamento di servizi o della loro chiusura (anche temporanea), solo dopo essere stati “beccati”? Possibile che alcune comunicazioni non possano partire preventivamente in modo tale da rassicurare, soprattutto, gli utenti? Non è una questione strettamente giornalistica, preso atto che a tutti gli operatori del settore fa comodo sparare ogni tanto un titolo sull'ospedale di riferimento dell'alto Canavese. Anche gli utenti avrebbero diritto e necessità di sapere in anticipo cosa c'è o cosa non c'è (più) in una struttura sanitaria.
 
In ogni caso l’ennesimo spostamento di un servizio da Cuorgnè, per quanto possa essere considerato non di vitale importante per un ospedale, va esattamente in direzione ostinata e contraria rispetto alle parole dell’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta. Da qualunque lato lo si guardi, non è un bel segnale.
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa č stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 č «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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