Quando il dolore è più forte dell'amore

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Quando il dolore è più forte dellamore
A tutti gli effetti, due vittime d’amore. Di quello dei nostri tempi che non guarda in faccia a nessuno, impossibile da affrontare quando qualcosa va storto. L’amore che si trasforma in dolore. Così, ieri, una ragazza di 29 anni di Chivasso, Sara, si è tolta la vita. Un mese dopo il suo fidanzato, Francesco, trovato dietro il cimitero di Castelrosso. La loro storia sembrava al capolinea. Lui non ha retto. E lei, un mese dopo, ha fatto lo stesso. Ha scritto un ultimo sms a un’amica: “Non posso più vivere senza Francesco”. Ed è passata dalle parole ai fatti. Ha lasciato anche un messaggio scritto per i genitori. Ha chiesto scusa a tutti. L’ultimo barlume di concretezza nel mare di una lucida follia.
 
Fior di psicologi, criminologi e professionisti vari cercheranno, da qui ai prossimi mesi, di dare una spiegazione razionale a una storia che, purtroppo, di razionale ha poco o nulla. La storia di due ragazzi alle prese con qualcosa più grande di loro. Qualcosa che, alla fine, è andato storto. Si parlerà, forse, di crollo di valori nelle nuove generazioni. Di ragazzi incapaci di dare un senso alla propria vita e, soprattutto, di darle il giusto valore che merita. Non è un suicidio per crisi, questo. Non c’entrano il lavoro o le tasse (che hanno giustificato decine di gesti altrettanto drammatici negli ultimi anni). Qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, molto più difficile da inquadrare nella casistica. C'è qualcosa di più della fredda cronaca nera, dietro una storia così.
 
Di ragazzi che scelgono volontariamente di togliersi la vita, purtroppo, si vanno riempiendo da mesi le cronache dei giornali nazionali. Sembra lo specchio del nostro tempo. Dove tutti siamo costretti a correre e non troviamo il tempo di ascoltare. Nel gesto di Sara e Francesco c’è anche e soprattutto questo. Nessuno ha saputo comprendere la loro richiesta d’aiuto. Una debolezza ben celata, fino a un mese fa, dietro al quadretto di una coppia che sembrava funzionare perfettamente. Non c’è da interrogarsi troppo sulle cause e sulle motivazioni. Da qualche parte, adesso, i due ragazzi sono di nuovo insieme. Ma è una magra consolazione se il dolore ha vinto sull’amore. A noi resta solo tanta tristezza.
 
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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