«Stai con un nero: non ti assumo»: e sui social si scatena l'inferno

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«Stai con un nero: non ti assumo»: e sui social si scatena linferno
Sta facendo il giro d'Italia la storia della ragazzina diciottenne che, come tanti coetanei, pubblica un annuncio sui social network perchè ha bisogno di lavorare. Sta facendo il giro d'Italia perchè la ragazza, residente a Crescentino, Comune al confine tra la provincia di Vercelli e quella di Torino, ha poi pubblicato su Facebook lo scambio di messaggi con un commerciante torinese, titolare di un negozio di musica, che prima le ha offerto un posto di lavoro, poi l'ha respinta perchè fidanzata con un giovane di colore (di origini nigeriane, anche lui residente a Crescentino).

Ora, qualsiasi motivazione, coi tempi che corrono, è lecita per respingere un potenziale dipendente. Ma qui, stando al tenore del messaggio, c'è di più. Il commerciante torinese, infatti, spiega alla ragazzina che, quel posto, se lo può sognare. «Per me puoi uscire anche con il mostro di Firenze, ma permettimi di non affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano». L'africano in questione, come detto, è il fidanzato della diciottenne. E su Facebook c'è giusto una foto che ritrae i due insieme. Il negoziante deve aver controllato la pagina social della ragazza fino a giungere alla conclusione che non era proprio il caso di dare del lavoro a una ragazza così...

Rientra nelle prerogative di qualunque datore di lavoro quella di cercare un'altra dipendente. Caso mai è la motivazione a lasciare di sasso. Nell'era dei social, dove è molto più semplice identificare le persone in base alla fede religiosa, politica o calcistica, è questione di un attimo. Ma internet, a volte, è uno strumento strano che ti si ritorce contro con la stessa velocità. Poi è dura sottrarsi alla gogna mediatica. Chi è causa del suo mal...

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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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