Tempo di bilanci per la Fiera del Canavese: tornerą? Solo tra due anni

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Tempo di bilanci per la Fiera del Canavese: tornerą? Solo tra due anni
Tempo di bilanci per la Fiera del Canavese tornata quest'anno in piazza Mulinet. Da un lato la soddisfazione del Comune di Rivarolo (anche se il sindaco Rostagno promuove la Fiera "solo" con un 6,5 e non con un 8), dall'altra la delusione di molti visitatori e quella di una parte degli standisti  che a fine settimana sono andati in municipio per chiedere di abolire il ticket d'ingresso domenica e lunedì (ottenendo uno sconto da 5 a 3 euro). Per contro una parte degli standisti, al netto degli affari conclusi, si è detta soddisfatta della Fiera. Insomma bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
 
Il punto di vista di partenza è fondamentale. Molti visitatori sono rimasti delusi. Dalla «tristezza» complessiva della Fiera, dal giro troppo corto all'interno degli stand e dal dover pagare un biglietto d'ingresso per un'iniziativa commerciale. A questo si è aggiunto il freddo che, ovviamente, non ha invogliato nemmeno i curiosi (e sul quale, va detto, l'expo di Rivarolo ha una certa sfiga dopo la pioggia dell'anno scorso). Il tutto abbinato al «passa-parola» negativo che, almeno sui social, ha scatenato una serie di commenti poco edificanti sull'evento. E se, dal punto di vista commerciale, sono gli standisti il metro di giudizio, sul corollario di appuntamenti collaterali e sul clima della Fiera sono proprio i visitatori l'ago della bilancia. 
 
In tal senso ne è venuto fuori un giudizio negativo. Si è fatta sentire l'assenza di un clima di festa, oltre a una serie di eventi «butta-dentro», come avviene in tutte le altre fiere del mondo o, senza scomodarci troppo, ai Tedeschi di Leini, a Ceretti di Front o a Villanova Canavese, dove la Fiera commerciale è accompagnata da eventi di grande richiamo, capaci di portare tra i padiglioni almeno 1000 persone alla volta (1000.... non 35 o 50!).
 
Tutto questo, per il secondo anno di fila, a Rivarolo non si è visto, al netto dell'ultimo spettacolo infarcito di biglietti omaggio... Ed è una pecca che incide ampiamente sugli ingressi in Fiera e sulla volontà di trasformare un evento commerciale in una vera e propria festa di paese (così come avviene per le già citate expo qui attorno). Tenuto conto che, eccezion fatta per il 25 aprile e per gli ultimi tre giorni (due dei quali a prezzo d'ingresso scontato), gli ingressi sono stati ben al di sotto delle aspettative.
 
Se dopo il rilancio dell'anno scorso, la Fiera del Canavese di quest'anno avrebbe dovuto consolidare quel successo anche in ottica futura, l'obiettivo, stando alle impressioni di chi la Fiera l'ha visitata, non è stato centrato. E attenzione: non si tratta solo di un aspetto commerciale o numerico. Se alla gente un evento non piace perchè non ha il giusto «appeal» è dura poi recuperare il terreno perso nell'immaginario collettivo. E' facile immaginare, quindi, che serviranno dei correttivi. Può capitare, nessun dramma. L'importante è farsi trovare pronti per le eventuali nuove edizioni. Se ne riparlerà tra due anni perchè dopo la doppietta 2016-2017 la Fiera tornerà ad essere un appuntamento biennale. Come una volta...
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa č stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 č «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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