Un pensiero per Gloria

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Un pensiero per Gloria
Non ti fidavi di nessuno. Ma di lui si. Perchè ti capiva, ti considerava. Ti faceva sentire importante. E dopo 48 anni in casa con i genitori, forse, anche per te era arrivato il momento di affrontare la vita. Di uscire da quel guscio protettivo che erano la tua casa, il tuo paese (Castellamonte), il tuo lavoro (la scuola). Solo che fuori, spesso, è un brutto mondo. Dove gli angeli si trasformano in diavoli. Dove la sincerità è merce rara. Forse non lo sapevi. Pensavi che tutto fosse genuino. E poi perchè dubitare di quel ragazzo conosciuto a scuola, così gentile, premuroso. Che scriveva lettere bellissime e ti faceva sognare un futuro diverso. Lontano da qui, da questo mondo che a volte sembra davvero piccolo e mediocre. 
 
Purtroppo le cose non sono andate come volevi. D'accordo, non sempre nella vita si concretizzano i sogni. Per carità. Ma non si può nemmeno immaginare di finire così. Per giorni ti hanno cercata un po' ovunque. Pensavano che ti fossi gettata da qualche parte. L'abbiamo pensato quasi tutti. Solo mamma e papà hanno continuato a difenderti. Sempre e comunque. Certi che ci fosse dell'altro dietro quella scomparsa. Purtroppo avevano ragione.
 
E' stato quindi doveroso, scrivere per oltre un mese di te. Di quella vita messa a repentaglio da un maledetto truffatore che è diventato anche un assassino. Perchè la verita, prima o poi, doveva venire a galla. Lasciare cadere tutto nel vuoto, qualche settimana fa, avrebbe potuto allungare ulteriormente i tempi. E chissà, magari non si sarebbe mai arrivati in fondo. Perchè in questo mondo, a volte, i cattivi la fanno franca. La pressione mediatica e il grandissimo lavoro dei carabinieri hanno fatto in modo che questa brutta storia non finisse nel nulla. Ora non ci resta che raccontare quello che verrà dopo. Con l'auspicio che la giustizia faccia presto il suo corso. Non servirà a farti tornare dai tuoi genitori ma, almeno, darà un senso a tutto quello che è successo.
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di Alessandro Previati
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Alessandro Previati, classe 1982 (l’anno dei Mondiali), festeggia il compleanno il 24 giugno, quando a Torino fanno i fuochi. Ferrarese d’origine (e tifoso della Spal) ma nato a Torino, quattro anni fa è stato catapultato in Canavese. Collabora con il quotidiano La Stampa e il settimanale Il Risveglio, dopo aver scritto, per anni, su La Voce, Il Canavese e Sprint&Sport (da quando aveva 14 anni). Dal 3 ottobre 2013 è «direttore» di Qc. Tra virgolette. Perché guai a prendersi troppo sul serio.
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