Girando il Giro

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Girando il Giro
Ebbene si! Il giro è vicino sempre di più vicino alle nostre terre.

Ma andiamo con ordine.

La corsa rosa parla straniero ancora una volta.

La prima settimana ha portato la carovana dalle terre d'Irlanda al nostro stivale: pioggia, cadute,  ossa rotte.

Le volate hanno il loro re: francese o giù di lì, coraggio da vendere (infilarsi nell'unico spazio possibile tra le transenne e l'avversario che incautamente gli ha lasciato la porta aperta) tempismo, velocità: Nacer Bouhanni salvo sorprese la maglia rossa la porta fino a Trieste.

Gli australiani hanno preso decisamente lo scettro, sono coloro che a mio avviso hanno espresso il miglior ciclismo, secondi gli Italiani: di nome e di fatto, abbiamo raccolto secondi terzi quarti posti a dismisura, solo Ulissi ha portato a casa Italia due tappe.

Nizzolo si è dovuto inchinare a roi Bouhanni, pazienza sarà per un'altra volta … troppo abusata quest'anno questa frase per i nostri sprinter tranne che per il Viviani di di inzio stagione.

Le solite polemiche che sono il sale della corsa: Evans e soci approfittano della rovinosa caduta dei migliori e si mettono a tirare, poi si lamentano se il gruppo ha tirato dritto senza aspettare il suo compagno di squadra Morabito qualche tappa dopo.

Seconda settimana di avvicinamentioalle alpi, manca ancora un arrivo per distacco: ci riesce Rogers a Savona, 10 secondi per l'australiano nei primi Battaglin e Moser … sempre lì lì ma senza il guizzo finale che fa la differenza.

Ancora nessuna impresa, la grande fuga, fin'ora il clan delle ruote veloci ha messo alla frusta i suoi cacciatori di “uomini soli al comando” e nessuno è scappato nè arrivato con 2 – 3min di vantaggio.

Con Oropa sarà la volta buona?

Tanta gente, sulle strade dalla prima tappa fino ad ora, anche con la pioggia.

La gente ama il Giro, poi gli atleti: ognuno a i suoi tifosi, per lo più compaesani o corregionali.

La passione di questa gente è il manubrio, di questa bicicletta rosa, senza il quale la destinazione  prima di una curva sarebbe o un fosso o un palo.

Mancano, diciamola tutta, i top rider, attirati da traguardi più redditizzi, coloro che hanno tenuto ieri ed oggi la rosa sono leder di un secodo gruppo di corridori d'alto livello ma guarda caso quelli che sanno come muoversi in questo Giro, chiedere a Wiggins ed Hesjedal, il primo cornuto e mazziato il secondo vincitore 2 anni fa si, ma dopo perso nelle retrovie (6e55 da Uran).

Quintana, le botte prese nelle cadute lo hanno messo fuori dai giochi, oggi 3e29 da recuperare da Oropa in avanti.

Evans voleva arrivare ad Oropa in Rosa, ora dovrà cambiare programmi, tattiche e strategia: praticamente tutto.

Uran e la sua Omega dovranno fare gli straordinari, hanno una maglia Rosa da difendere e portare più giorni possibili.

Pozzovivo è lì dietro, vedremo cosa la montagna ha in serbo per lui.

Tutti a Rivarolo, uno degli ultimo appelli per i velocisti, se Bouhanni è magnanimo.

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di Massimo Andreis
42 anni vissuti a San Francesco al Campo nella campagna che ama a far da proscenio alle Alpi Graie che adora ed al Monviso che lo saluta ogni mattino. Sposato padre di 2 figli ai quali comincia a trasmettere la passione per la fotografia, sportiva soprattutto, lo sci di fondo (da buoni figlioli son tali solo se contraddicono i genitori e preferiscono la discesa), l'amore per il ciclismo, come esempio e filosofia di vita (quello pulito che c'è e deve essere difeso) e dell'hockey ghiaccio sinonimo di forza, dinamicità, equilibrio gioco di squadra e rispetto per l'avversario e la fede granata, altro esempio di vita, dove nessuno ti dà niente e il raggiungimento degli obiettivi attraverso la sofferenza e il sacrificio forgiano il carattere.
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