Chi ama, baci a Fornolosa

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Chi ama, baci a Fornolosa
La tv prende il segnale che serve per seguire il Toro lontano dall'Olimpico ma non è lo stesso se fuori dalla finestra c'è soltanto ombra. Almeno fino ad oggi (sempre che non ci si mettano le nuvole a guastare le feste). Strana questa storia di San Valentino. Non c'entrano innamorati, baci rubati. Angosce da Cupido distratto o sospiri impossibili da ricambiare. C'entra soltanto la magia di Fornolosa, frazione di Locana, tagliata in due dalla vecchia strada per Ceresole.

Chi è canavesano lo sa. Oggi, proprio oggi, il primo raggio di sole si fa spazio tra vette troppo ingombranti e scocca fino a illuminare la fontana appiccicata alla ex statale. Chi ama, baci proprio qui. Che farà una bella figura con la compagna di turno. Chi crede ai miracoli, semplicemente non finisca di stupirsi di fronte al prodigio: il sole qui appare il 14 febbraio ma lo stesso giorno di ottobre deve salutarlo. E resta al buio, o almeno all'ombra, per quattro mesi.

Ora: come detto la storia è risaputa, perfino popolare, ma quel che mi preme è convincere il partito dei fin troppo pratici a dimenticare per sempre nel cassetto il proposito di piazzare, prima o poi, certi specchi in punta al monte per avere sole tutto l'anno. Ci hanno provato a Viganella (Vco). Ma questa è Fornolosa, e guai toccare il suo tesoro di San Valentino, ok?

 

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Ti...Toro!
di Alessandro Ballesio
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Giornalista canavesano trapiantato a Vercelli, è nato l'anno giusto: il 1976, quando il Giro d'Italia fece tappa a una manciata di chilometri da casa sua, a Ozegna, ma soprattutto quando Pulici, Graziani e Claudio Sala regalarono l'ultimo scudetto e l'unica fede possibile. Cinque anni fa, nel palazzetto dello sport di Castellamonte, ha avuto il privilegio di sfidare a calcetto alcuni dei suoi eroi. Si narra che il Poeta gli abbia rifilato sette tunnel in meno di quindici minuti.
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