Settanta angeli

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Settanta angeli
Questa non me la voglio proprio perdere. Immaginate insieme in una stanza, granata e juventini in silenzio e complicità, rapiti da immagini e documenti che riportano allo stesso dolore: il giorno, più o meno lontano che la passione si è trasformata in lutto. E in leggenda. Succederà presto: lo racconta Domenico Beccaria su Facebook. Nel suo Museo del Grande Torino e della Leggenda granata sarà allestita una mostra intitolata “Settanta Angeli in un unico Cielo”. 
 
Ovvero: “Heysel e Superga, tragedie sorelle”. E’ la prima volta che vengono accomunati i due drammi più profondi di Toro e Juve e in tutta onestà mi chiedo perché nessuno ci abbia mai pensato prima. Al di là di ogni retorica, preme ricordare certi cori al derby che da una parte e dall’altra, biecamente, ricordavano proprio i defunti del calcio torinese. Che sia l’occasione per redimerci (granata e gobbi) di fronte a tutti gli appassionati di calcio e non solo?
 
Lascio con l’annuncio di Beccaria: “Bene, Natale e Santo Stefano sono trascorsi, ma il clima sereno di questi giorni mi induce a lanciarvi qualche motivo di riflessione. Nei giorni scorsi, con Giampaolo Muliari, abbiamo iniziato a lavorare alla mostra che il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, in collaborazione con www.saladellamemoriaheysel inaugureranno il 16 febbraio. Settanta Angeli in un unico Cielo - Heysel e Superga, tragedie sorelle, questo il titolo della mostra, vuole innanzitutto fare riflettere sulla tragedia della morte, ricordare il rispetto per chi è caduto e obbligarci a rispettare innanzitutto la nostra umanità. Basta cori e striscioni beceri, basta trincerarsi dietro la scusa puerile "ma loro lo fanno". 
 
Facciamo tutti un passo avanti, verso la civiltà e la ragione, verso il rispetto e l'onore. Noi che sappiamo rispettare i morti, i nostri come quelli degli altri, siamo meglio di loro, quelli che magari indossando i nostri stessi colori, professando la nostra stessa fede, li offendono. Guardando alcune delle immagini di Bruxelles, mi sono sentito colpito profondamente. Vi chiedo di venire a visitare la mostra, dopo la sua apertura, per toccare con mano e capire. Dopo, nulla sarà più lo stesso”.
 
Galleria fotografica
Settanta angeli - immagine 1
Settanta angeli - immagine 2
Settanta angeli - immagine 3
Settanta angeli - immagine 4
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di Alessandro Ballesio
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Giornalista canavesano trapiantato a Vercelli, è nato l'anno giusto: il 1976, quando il Giro d'Italia fece tappa a una manciata di chilometri da casa sua, a Ozegna, ma soprattutto quando Pulici, Graziani e Claudio Sala regalarono l'ultimo scudetto e l'unica fede possibile. Cinque anni fa, nel palazzetto dello sport di Castellamonte, ha avuto il privilegio di sfidare a calcetto alcuni dei suoi eroi. Si narra che il Poeta gli abbia rifilato sette tunnel in meno di quindici minuti.
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