Anno nuovo, Parlamento nuovo

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Anno nuovo, Parlamento nuovo
E così anche il 2016 è dietro le spalle.

Lasciamo agli storici il giudizio sulle mille promesse (non mantenute) del governo Renzi, così come sugli ultimi capricci del presidente americano Barack Obama, e voltiamo finalmente pagina.

Dopo aver sventato la peggior riforma costituzionale con la vittoria del "no" al referendum del 4 dicembre, prepariamoci ora ad una nuova battaglia politica affinché il governo Gentiloni sia realmente breve e si torni finalmente al voto.

Sui libri di testo sta scritto che il  Parlamento è eletto dal Popolo e questa è la regola fondamentale della Democrazia.

Qualcuno ricorderà ancora che l'ultima volta che siamo stati chiamati a scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento la sfida elettorale aveva visto contrapposti Berlusconi e Bersani: nessuno di loro due ha poi ricoperto l'incarico di presidente del consiglio.

Anche a voler tacere il fatto che l'attuale Parlamento fu eletto con una legge poi dichiarata incostituzionale, è pacifico che quattro presidenti del consiglio nominati in sequenza dal Presidente della Repubblica senza avere ridato la parola agli Italiani rappresentano quantomeno una profonda anomalia costituzionale.

Il 2017 deve essere l'anno della svolta.

Qualunque sia la legge elettorale si torni presto al voto: serve un Parlamento nuovo, espressione del volere dei Cittadini.

E serve un Governo nuovo, forte della fiducia del Popolo e del nuovo Parlamento, guidato da un Presidente del Consiglio che rappresenti finalmente la maggioranza degli Italiani.

Serve innanzitutto chiarezza.

E poi servono le riforme, quelle vere.

Il Cittadino torni ad essere il perno su cui deve concentrarsi l'interesse nazionale, ripartano le grandi opere, si affrontino una seria politica del lavoro ed una altrettanto seria politica pensionistica.

L'imposizione fiscale torni ad essere a misura d'uomo e si rilancino la ricerca e gli investimenti scientifici.

Basta con l'immigrazione senza controllo e con le politiche assistenzialiste clientelari.

Basta con la finanza creativa e con le politiche economiche imposte dall'Europa a trazione franco-tedesca. 

Si torni all'economia reale, l'Italia recuperi la propria sovranità nazionale.

Serve un Parlamento nuovo, servono Donne e Uomini con Idee, Progetti e Valori.

Torniamo dunque al voto, pronti a far ripartire l'Italia!

(Dal blog di Franco Papotti)

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di Franco Papotti
Avvocato, Politico, Conservatore, Canavesano, marito di Loredana, papà di Vittoria. Da ormai un quarto di secolo attivo nel mondo politico e culturale canavesano, porta avanti l’idea di un Canavese capace di fare sistema per la valorizzazione delle peculiarità e delle risorse di un territorio dotato di enormi potenzialità.
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