Eppur qualcosa si muove

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Eppur qualcosa si muove
Dopo anni di attese, di rinvii, di sostanziale disinteresse, finalmente la soluzione per l’incrocio pericolo di borgata Vittoria sulla Sp460 sembra ad una svolta. Merito del consigliere della Lega Nord in Città metropolitana, Mauro Fava, che ha perorato la causa della realizzazione della rotatoria in quel punto che è forse il più pericoloso di tutto il tracciato, vista l’elevata percorrenza quotidiana. Sono passati anni. Anni di discussioni, di promesse mai mantenute e purtroppo di incidenti, più o meno gravi.

Adesso, per fortuna, con il primo impegno della Città metropolitana, che ha stanziato 150mila euro con l’approvazione del Consiglio di venerdì 10 novembre, la prospettiva di mettere in sicurezza l’incrocio di borgata Vittoria sarà solo più una questione di tempo, non più un’ipotesi remota com’era fino a poco tempo fa. L’ottimo lavoro di Fava, che già ha ottenuto il risultato di far ripartire il progetto per l’eliminazione della strettoia di Pont sulla provinciale per la Val Soana, dimostra una volta di più l’assoluta importanza per il Canavese di avere un proprio rappresentante negli enti superiori. Stiamo già scontando l’assenza totale di consiglieri in Regione e di deputati e senatori in Parlamento in questi ultimi anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Nessun progetto, nessun investimento, nessuna opera ha interessato il Canavese da anni a questa parte. L’ultimo di cui si ha memoria è l’acquisto di due treni nuovi per la linea Canavesana grazie all’assessore Bonino della Giunta Cota. A distanza di pochi anni, nemmeno i nuovi treni hanno permesso al servizio ferroviario offerto dalla Gtt di raggiungere uno standard qualitativo minimamente accettabile. E lo dimostra il bollettino di guerra di ritardi e cancellazioni che ha martoriato i pendolari canavesani in questo terribile 2017. Un anno che si avvia alla conclusione portandoci la speranza sempre più concreta di poter tornare finalmente alle urne per poter scegliere una maggioranza in grado di governare come si deve l'Italia, miracolosamente sopravvissuta (ma a quale prezzo) a cinque anni di boldrinate, di alfanate e di renzate.

Fortunatamente tutti noi avremo modo presto (a marzo?) di poter esprimere la nostra opinione, ringraziando come si conviene quanti in questa legislatura hanno preferito dilapidare miliardi su miliardi di euro del nostro già scassato bilancio per alimentare il circolo lucroso e vizioso dell’accoglienza dei finti profughi (che ora sta cominciando a portare il suo salatissimo conto a livello sociale in tutte le nostre città, soprattutto nelle periferie) o per risanare le banche utilizzate come bancomat personale dagli amici degli amici, lasciando con le mani vuote migliaia di onesti risparmiatori. Miliardi che meglio si sarebbe potuto spendere per rilanciare l’economia limitando il peso fiscale sulle piccole e medie imprese e incentivando nuove assunzioni, non solo degli under 30, ma anche degli over 40 che sono quelli che hanno pagato di più gli effetti della crisi economica.

Ricordiamocelo, quando saremo nel chiuso dell’urna. Ricordiamoci di chi avrebbe voluto (e vorrebbe tuttora) regalare la cittadinanza italiana ad un esercito di persone per caso nate sul nostro suolo che non hanno alcuna intenzione di accettare la nostra cultura e le nostre tradizioni. Ricordiamoci di chi ha scelto politiche economiche e culturali disastrose che hanno finito con il  premiare la mediocrità e affossare l’eccellenza. E ricordiamoci di scegliere chi appartiene al nostro territorio. Per ridare al nostro amato e bistrattato Canavese la rappresentanza che merita. (blog di Franco Papotti)

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di Franco Papotti
Avvocato, Politico, Conservatore, Canavesano, marito di Loredana, papà di Vittoria. Da ormai un quarto di secolo attivo nel mondo politico e culturale canavesano, porta avanti l’idea di un Canavese capace di fare sistema per la valorizzazione delle peculiarità e delle risorse di un territorio dotato di enormi potenzialità.
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