INGRIA - Il piccolo Comune della Val Soana festeggia il suo primo centenario - FOTO

| L'amministrazione ha consegnato una pergamena a Renato Bianco Levrin, classe 1915, che anche quest'anno è tornato nel suo paese natio

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A memoria dei cittadini ingriesi, mai questo Comune aveva avuto modo di festeggiare un centenario: la lunga estate valsoanina ha invece riservato questa sorpresa agli appassionati di questo territorio, che ha rilevato peraltro tra la festa Francoprovenzale del 12 agosto e la Sagra della Patata di sabato 22, un'affluenza di turisti record. Al centenario Renato Bianco Levrin, l'amministrazione comunale di Ingria ha voluto dedicare una pergamena completa di dedica.
 
Mestiere "magnin", ma soprattutto lattoniere e poi durante la Seconda Guerra Mondiale meccanico per l'aviazione dell'esercito, classe 1915: la vita di Renato Bianco Levrin non è stata certo delle più semplici fin dalla nascita, quando nei primi tre anni dovette già sopportare la Prima Grande Guerra. La sua fedeltà a Mombianco dura quindi da ben 100 anni, dal lontano 1915 fino ai giorni nostri, dove assieme al figlio e ai nipoti sale ancora, rigorosamente con le sue gambe e solo con l'aiuto di un bastone, nella sua amata frazione ingriese. 
 
«A Torino non si resiste, fa troppo caldo», ci confida Renato. Ma la parola Torino, ricapita nei suoi discorsi anche quando alla nostra domanda su che squadra tifi, ci risponde così: «Ai miei tempi si era tutti del Toro, quando c'era il Grande Torino di Capitan Mazzola, ovviamente perchè vinceva sempre! Ora va di moda essere dell'altra sponda (Juventus), ma sono altri tempi». E con un velo di tristezza ci ricorda anche che «negli anni quaranta si pensava solo a lavorare, c'era poco tempo per gli svaghi, e anche se la domenica pomeriggio era spesso l'unico momento libero della settimana, la stanchezza e gli impegni ti tenevano lontano dallo stadio». 
 
Infine Cesco (è il suo soprannome) ci rivela anche che «il giorno dello schianto a Superga, ero a Torino, abitavo ai piedi della collina, e sentimmo bene il rumore dello schianto, assordante, come il grigiore di quella giornata in cui si diffuse rapidamente la notizia che tutta la squadra era morta». I ricordi di Renato spaziano da argomento ad argomento, e con lucidità ci racconta della scuola elementare di Mombianco, dove passò i suoi primi anni di vita, tenuta in piedi proprio grazie a suo nonno, «che tanto si era impegnato per assicurare la residenza alla maestra di turno che veniva dalla pianura, alla quale, come secondo le direttive dell'allora Prefetture e Provviderati fascisti, gli stessi frazionisti dovevano assicurare cibo e riscaldamento». 
 
Renato ci racconta anche di «quando tre partigiani spararono proprio dall'alto di Mombianco verso le truppe tedesche posizionate più a valle verso il Capoluogo Ingriese, cosa che fece infuriare tanto i soldati nazisti che vennero su a piedi ad incendiare gran parte dei fienili e delle abitazioni di Mombianco». Tanti, tanti ricordi di una vita passata a lavorare soprattutto come lattoniere senza orari e le norme di sicurezza attuali: decenni passati anche ad accudire la moglie parzialmente inferma che lo lascerà poi vedovo nel 1977. Chiudendo la visita, gli anni settanta colgono anche la curiosità del nostro intervistatore, quando alla domanda della fatidica pensione, scherzando sul fatto che le nuove generazioni forse non la vedranno mai, Renato risponde che iniziò a percepirla esattamente 40 anni fa, proprio nel lontano 1975. 
 
Numeri che al giorno d'oggi ci possono far girar la testa e sorridere, testimoni di una vita emozionante che potrebbe diventare la trama di un film o la traccia di un libro, difficile da contenere tutta in un solo articolo: sicuramente possiamo confermare che negli ultimi 40 anni il nostro amico Renato non solo ha percepito la pensione, ma si è anche goduto i nipoti e ha visto rifiorire la sua amata Ingria, con la frazione Mombianco che da alcuni anni è dotata anche di una strada carrozzabile, mentre prima era stato sempre e solo possibile raggiungerla a piedi. (Andrea Cane, Consigliere Comunale con incarico al Turismo).
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