SETTIMO VITTONE - Dove nasce l'olio d'oliva «Made in Canavese»: un progetto esemplare nel frantoio di comunità

| A Settimo Vittone non ci sono solo i vigneti di Nebbiolo sui bellissimi Topiun in pietra e legno ma anche 300 piante d'olivo coltivate sotto il Mombarone

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SETTIMO VITTONE - Dove nasce lolio doliva «Made in Canavese»: un progetto esemplare nel frantoio di comunità
L'olio si fa in montagna. A Settimo Vittone non ci sono solo i vigneti di Nebbiolo sui bellissimi Topiun in pietra e legno che rendono unico il paesaggio del Piemonte al confine con la Val d'Aosta. Sono oltre 300 le piante d'olivo coltivate sotto il Mombarone e il "frantoio di comunità" quest'anno ha visto conferire oltre 970 quintali di olive da oltre 600 conferitori di tutto il Piemonte e anche dalla Lombardia. La quantità è quadruplicata rispetto alla scorsa stagione. I numeri sono stati presentati nella Sagra delle Olive promossa dal Comune guidato da Sabrina Noro con il Molino Lingarda.

"Il frantoio comunale intitolato a Vito Groccia è un punto di riferimento per chi possiede uliveti in Piemonte nel nord Italia. Continua a crescere", commenta la Sindaca. Il presidente del Circolo Molino Lingarda è Giuseppe Pusceddu, con i consiglieri Enrico Groccia e Adriano Giovanetto, entrambi figli dei due fondatori dell'attività, che hanno ripreso la raccolta e l'impianto degli ulivi vent'anni fa. Nuovi giovani si stanno unendo al gruppo ed  è prezioso. A collaborare al frantonio di comunità e alla produzione di olio evo di montagna per tutti i conferitori, vi è Giuseppe Ronco di Albenga, che ha un frantoio uguale a quello installato a Settimo, e ha insegnato il funzionamento e le modalità di intervento e manutenzione.

Il frantoio è stato inserito in fabbricato di proprietà del Comune di Settimo Vittone, dismesso, struttura che ha ospitato per molti anni le vasche per l'allevamento degli avanotti al servizio di uno stabilimento ittico inaugurato da Maria José nel 1932. Le risorse per la trasformazione e l'acquisto sono state ricavate dalla prima edizione dei "Fondi per i Comuni di confine" del 2009 con i quali a Settimo sono stati avviati numerosi progetti di sviluppo e promozione. "Oltre il frantoio, costato 72.000 euro e il recupero dell'edificio, è stata fatta la cartellonistica della rete sentieristica e le varie bacheche, completata l'area di sosta della palestra di roccia, recuperato un mulino dismesso", precisa Noro.

Il frantoio è stato inaugurato nel 2011, la prima sagra è del 2002. "A seguito di un progetto dell'Aspo con la Regione - prosegue Sabrina Noro - sono state studiate e riprodotte le piante antiche di olivo e selezionata la cultivar Don Vito, distribuita a coloro che toglievano i rovi per impiantare le piantine. 300 le piante distribuite e mappate. Oltre alla curiosità per il frantoio, sono state piantati ulivi ovunque ed è nata una comunità attorno all'olio. Evo di montagna, ovviamente. Il negozio di giardinaggio del paese ha dovuto attrezzarsi con taniche e recipienti per l'olio, reti per la raccolta, attrezzi. Un artigiano del verde, oltre a specializzarsi sulla potatura dell'olivo, ha aperto punto vendita con oggettistica specifica. Si è creato un indotto economico significativo, che può crescere". "Settimo Vittone - sottolinea il Presidente Uncem Marco Bussone - ha trovato una chiave per il suo presente e il suo futuro. Potranno avvicinarsi all'attività nuovi giovani, potrà nascere una cooperativa di comunità, un progetto completo di sviluppo e promozione attorno a olio di montagna e vino dei terrazzamenti".

La Sindaca Noro ha voluto ci fosse anche Uncem, con i responsabili dell'associazione, a festeggiare il traguardo dei 600 conferitori del 2019. "Dieci anni fa, nel 2009, quando abbiamo iniziato i lavori siamo stati contestatissimi - sottolinea - Eravamo convinti che per non sprecare risorse si sarebbe dovuto puntare sulla qualità e quindi scegliere un frantoio professionale. Così abbiamo fatto. Acquistando una Pegaso 500 delle Officine meccaniche toscane. Abbiamo avuto ragione e oggi siamo pronti a lavorare anche grazie a Uncem su un grande progetto di marketing, promozione, comunicazione, del territorio. Vino e olio, con i terrazzamenti, l'impegno collettivo, la crescita di nuove forme di economia, professionalità, competenze. La comunità è cresciuta attorno al frantoio. E di questo sono molto felice".

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