TURISMO E CULTURA - I canavesani amano Belmonte, luogo di leggenda, devozione e natura

| Un'indagine svela il rapporto tra il territorio e uno dei suoi simboli più famosi. Dieci domande che hanno permesso di conoscere ciò che Belmonte rappresenta nella vita concreta e nell'immaginario dei canavesani

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TURISMO E CULTURA - I canavesani amano Belmonte, luogo di leggenda, devozione e natura
Oggi sono stati resi noti i risultati dell’indagine volta a sondare la conoscenza e la frequentazione del Sacro Monte di Belmonte da parte delle famiglie con figli in età scolare. Dieci domande che hanno permesso di conoscere ciò che Belmonte rappresenta nella vita concreta e nell’immaginario dei suoi “abitanti” e di individuare aspetti che potranno essere utili per la valorizzazione del patrimonio culturale riconosciuto dall'Unesco nell’ambito del progetto “Belmonte, un Sacro Monte aperto al mondo”, sostenuto dai Comuni, dall'ente dei Sacri Monti e dalla Fondazione San Paolo.
 
Dati su chi ha risposto 
I questionari distribuiti sono stati 450, le risposte ottenute 375: una quantità elevata, dovuta soprattutto alla sollecitudine degli insegnanti che hanno trasmesso il questionario alle famiglie attraverso gli allievi. Su 375 risposte, 295 provengono da donne e 80 da uomini. Prevale la fascia di età tra i 41 anni e i 50 ( 166). Tra i 31 e i 41 anni hanno risposto 99 persone. Ai due estremi, i più giovani, tra i 19 e i 30 anni sono 22, i più anziani, tra i 51 e i 60 anni, sono 13.
 
Domanda 1 
Conosce Belmonte perché? Ci è stata/o - Ci va abitualmente - Ne ha sentito parlare - Non conosce Belmonte
Rispondono di essere state a Belmonte, si suppone almeno una volta, 241 persone, il 64% del totale.  Dalla Valle Gallenca, a cui “appartiene” geograficamente Belmonte, ci va abitualmente il 50% di chi ha risposto (67 su 135),  da Cuorgnè il 32% (49 su 153). Non conoscono Belmonte una ventina di persone, in prevalenza stranieri, che però ne hanno sentito parlare.
 
Domanda 2 
Del Sacro Monte conosce: il Santuario - le 13 Cappelle - la parte archeologica - i sentieri
Conoscono il Santuario 327 persone, l’87% del totale. Di queste, gli abitanti della Valle Gallenca  sono praticamente la totalità (131 su 135), e così anche gli abitanti di Cuorgnè  (142 su 153, cioè il 93%).  Dei 56 stranieri, la metà conosce il Santuario. Lo conoscono anche quasi tutti i residenti non piemontesi (27 su 31). Si segnala la differenza tra l’87% di chi afferma di conoscere il Santuario e il 64% di chi dice di essere stato a Belmonte almeno una volta (v. domanda n° 1): evidentemente la conoscenza del Santuario viene intesa in senso ampio, come consapevolezza, anche solo visiva, della sua presenza sul territorio e non solo come conoscenza diretta. Le 13 Cappelle della Via Crucis sono conosciute da 218 persone su 375, il 58% del totale. Di chi vive nella Valle Gallenca, le conosce il 73% di chi risponde; di chi vive a Cuorgnè il 61%. Tra i non piemontesi le conosce poco più di un terzo di chi risponde; tra gli stranieri dice di conoscerle un quarto del campione. La parte archeologica è nota al 28% delle persone che ha risposto. Il gruppo degli abitanti della Valle Gallenca la conosce per il 35% (47 su 135), quello degli abitanti di Cuorgnè per il 29% (45 su 153), cifra che si avvicina a quella del gruppo dei non piemontesi. Del gruppo degli stranieri, dice di conoscere la parte archeologica il 14% ( 7 su 56). I sentieri sono frequentati da 196 persone su 375 (il 52%). Del sottogruppo Valle Gallenca, li conosce il 69% di chi risponde, di quello di Cuorgnè il 60%. Conosce i sentieri un terzo dei non piemontesi e un quarto degli stranieri  interpellati. I dati confermano il senso di appartenenza  degli abitanti del territorio,  in particolare della Valle Gallenca, rispetto al Sacro Monte nei suoi diversi aspetti. Di questi, il meno noto a tutti i gruppi considerati sembra essere l’aspetto archeologico.
 
Domanda 3
Ha mai raggiunto Belmonte a piedi?
Il 62% delle persone risponde positivamente: di Cuorgnè lo ha fatto il 67% del campione, della Valle Gallenca il 64%. Dei non piemontesi e degli stranieri hanno camminato verso Belmonte circa un terzo delle persone.
 
Domanda 4
E’ a conoscenza dell’iscrizione del Sacro Monte tra i beni patrimonio dell’umanità?
In totale 224 persone su 375, il 60%, affermano di sapere di questo importante riconoscimento. Il sottogruppo della Valle Gallenca, col suo 76%, conferma una diffusa consapevolezza del valore culturale del Sacro Monte, seguito dal sottogruppo di Cuorgnè  con il 58%.  I non piemontesi ne sono a conoscenza per la metà e gli stranieri per un terzo circa.
 
Domanda 5
Per lei Belmonte è? - il Santuario - le 13 Cappelle - il contesto naturalistico - l’insieme delle varie componenti
Per 172 persone su 375 (46%) Belmonte è soprattutto il Santuario. L’identica valutazione viene data per quanto riguarda l’insieme degli aspetti indicati nella domanda (174 persone su 375).  Il contesto naturalistico e la rete dei sentieri, presi a sé,  rappresentano il Sacro Monte per il 14% del totale. Se si considerano i sottogruppi di Cuorgnè e della Valle Gallenca,  questa opzione viene indicata rispettivamente del 16% e dal 13%.  Si tratta di una piccola differenza, che tuttavia si trova anche nella risposta alla domanda n° 3 (Ha mai raggiunto Belmonte a piedi?). Questi dati, che sembrano indicare uno scarso interesse per il contesto naturalistico, potrebbero forse offrire delle indicazioni di ulteriore indagine. Anche le 14 Cappelle della Via Crucis vengono poste decisamente in secondo piano: pur essendo conosciute, come attestano le risposte alla domanda n° 2, dal 58% del totale, rappresentano Belmonte solo per il 10% del totale degli intervistati. Un dato interessante: la scelta sale al  16% per il sottogruppo degli stranieri. 
 
Domanda 6
Cosa ha favorito la sua conoscenza di Belmonte? - la scuola - istituzioni - la famiglia - la parrocchia - gli amici
Per il 59% delle persone interpellate la conoscenza di Belmonte è stata promossa dalla famiglia, seguita dagli amici (25%) e, al terzo posto, dalla scuola (22%). Il ruolo della scuola sembra essere stato lievemente maggiore nella Valle Gallenca (26%) rispetto a Cuorgnè (21%).   Per il 19% del totale la conoscenza di Belmonte è stata favorita dalla parrocchia. Anche in questo caso in Valle Gallenca si è maggiormente sentito il ruolo della parrocchia (25%) rispetto a Cuorgnè (17%).  Praticamente assenti altre istituzioni, salvo nella Valle Gallenca, dove vengono indicate da un piccolo numero di persone (7 su 135). Per il sottogruppo dei non piemontesi sono stati per quasi il 50% gli amici a far conoscere Belmonte; anche per gli stranieri, gli amici hanno contato (30%). Per entrambi i sottogruppi, gli amici hanno contato più della famiglia, della scuola e della parrocchia.
 
Domanda 7
Ha ricordi particolari di Belmonte?
Risponde alla domanda riguardante ricordi e racconti su Belmonte circa il 40 % del totale. In una decina di schede si fa riferimento a racconti o leggende. In due schede è citato l’evento del pestaggio dei frati da parte di malviventi, si dice per rapina. In generale ovviamente si tratta di ricordi belli, a volte teneri e carichi di nostalgia che inducono gli scriventi a tornare spesso a Belmonte. Le cappelle della Via Crucis sono citate raramente.
 
Domanda 8
Quali aspetti di Belmonte ritiene più importanti? - devozionale - naturalistico - culturale - ricreativo - sportivo
L’aspetto naturalistico viene scelto da 240 persone su 375, il 64% del totale. Questo dato sembra in contraddizione con quello emerso dalla domanda n° 5, per cui il contesto naturalistico e la rete dei sentieri “rappresentano” Belmonte solo per il 14% del totale. In realtà, la domanda n° 8 porta ad esplicitare l’aspetto soggettivo ed attuale di questa rappresentazione.  L’importanza dell’aspetto naturalistico prevale nel sottogruppo di Cuorgnè (70%) rispetto a quello della Valle Gallenca (61%) ed è elevato anche tra i non piemontesi e gli stranieri. L’aspetto devozionale, probabilmente più legato alla frequentazione del Santuario che non al percorso delle cappelle della Via Crucis, è ritenuto importante dal 42% del totale delle persone interpellate, con una netta prevalenza del sottogruppo della Valle Gallenca, dove viene indicato dal 55%  (il sottogruppo di Cuorgnè lo sceglie per il 44%). I non piemontesi lo indicano per un terzo, mentre tra gli stranieri l’aspetto devozionale conta per meno del 10%. Segue l’aspetto culturale (29% del totale), valorizzato soprattutto in Valle Gallenca (36%, 48 persone su 135) e tra i non piemontesi (un terzo, 11 su 31). Per il sottogruppo di Cuorgnè, l’aspetto culturale viene scelto dal 26%  delle persone intervistate. L’aspetto sportivo ha importanza per il 17% di chi risponde (18% Cuorgnè, 19% Valle Gallenca, 16% stranieri), mentre l’aspetto ricreativo conta per il 14% del totale (interessante il dato della Valle Gallenca, 19%, mentre Cuorgnè si limita all’11%; per gli stranieri si sale al 16%).
 
Domanda 9
Ritiene che Belmonte sia adeguatamente conosciuto e frequentato a livello locale e a livello nazionale?
Sul totale delle risposte, 297 persone su 375 ( il 79%) ritengono che Belmonte sia adeguatamente conosciuto e frequentato a livello locale. Tutti i sottogruppi concordano su questa percezione, mentre sul livello nazionale la percezione è contraria: solo il 17% ritiene che ciò avvenga. Anche su questa valutazione c’è una certa uniformità nella distribuzione delle risposte, fatta eccezione per il sottogruppo degli stranieri, che ritiene per circa il 30% che la conoscenza e frequentazione a livello nazionale sia adeguata
 
Domanda 10
Su cosa dovrebbe puntare Belmonte per il suo sviluppo?
L’opzione che ha avuto una valutazione più alta riguarda l’aspetto naturalistico-ecologico. Se si tiene conto dei livelli 4 e 5 della scala, l’hanno scelta 212 persone su 375 (il 57%), con una distribuzione equilibrata tra i sottogruppi, fatta eccezione per gli stranieri, con una valutazione più bassa (26%). Questa scelta richiama le risposte alla domanda n° 8, che indicavano la percezione di importanza personale di alcuni aspetti di Belmonte: anche in quel caso l’opzione con il risultato più alto riguardava l’aspetto naturalistico (64%). Si situano a pari merito l’opzione “spiritualità” e “storico-culturale”, col 47% del totale. Il sottogruppo della Valle Gallenca, in quest’ultimo caso, dà una valutazione più alta (56%) rispetto a quella data dal sottogruppo di Cuorgnè (39%). Anche qui, le risposte tendono a coincidere con quelle date alla domanda n° 8, soprattutto per là dove il sottogruppo della Valle Gallenca indicava nell’aspetto devozionale quello personalmente più sentito. L’aspetto comunitario-ricreativo viene scelto dal 37% del totale, con una distribuzione abbastanza omogenea nei sottogruppi. Infine, l’aspetto sportivo viene segnalato dal 30% del totale degli interpellati, con un contributo dei non piemontesi che sale al 36%.
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