ASA - Appello del sindacato: «Basta creare allarmismo»

| Ci scrive Roberto Falletti, delegato Uil dell'ex Asa (ora Teknoservice)

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ASA - Appello del sindacato: «Basta creare allarmismo»
Ci scrive Roberto Falletti, delegato Uil dell'ex Asa (ora Teknoservice). La sua è una lettera accorata che auspica una rapida risoluzione dei problemi che stanno nuovamente gettando pesanti ombre sul futuro dell'azienda di raccolta rifiuti. Ombre che, in realtà, si ripercuotono sui lavoratori. Ecco che cosa ci ha scritto.
 
«Come delegato aziendale Uil, ma soprattutto come dipendente, vorrei gentilmente comunicare quanto sento nel cuore. Abbiamo passato tre anni di dura agonia, lottando pur di non morire, afflitti da un male terribile, il fallimento aziendale, che ci dava poche possibilità di vita. Abbiamo visto molte maschere e pochi volti nella nostra crisi, lo abbiamo urlato dalla diga del Serrù a Roma, dai tetti arroventati della nostra azienda al cero del Santo Padre. Molte promesse abbiamo sentito; pochi fatti sono stati realizzati. Una cosa è certa: il commissario Ambrosini non ha mai voluto spegnere la fiammella della speranza e il risultato c'è stato (seppur non soddisfacente in pieno, perché non ha visto il salvataggio completo dei dipendenti Asa, che erano e sono 238 ). 
 
Chi è fuori ora ha bisogno di quelle spettanze che sono ossigeno puro per non far spegnere la fiammella della speranza nel tunnel della disoccupazione. Quel tunnel che a volte, da lontano, fa intravedere una luce, il più delle volte illusione ottica. Il commissario farà quello che deve, ne sono sicuro. Il pubblico può nuovamente cercare di aiutare i lavoratori Asa a non soffrire, versando urgentemente i soldi e dando la possibilità al commissario di pagare le spettanze dovute.
 
Da qualche giorno leggiamo con preoccupazione un susseguirsi d'informazioni su presunte irregolarità nell’affidamento alla Teknoservice di Piossasco del ramo d’azienda relativo alla raccolta dei rifiuti. Dal momento che non si può giocare sulla pelle delle persone, soprattutto in un territorio già provato da tempo dalla crisi, è corretto essere precisai e non prestarsi a facili allarmismi che, in nome della “giustizia” e della “chiarezza” non fanno che nascondere interessi privati di alcune aziende. 
 
I contratti stipulati prima dell’adozione dei provvedimenti dell'Ivass (l'istituto di vigilanza per le assicurazioni ndr) restano validi ed efficaci. La Teknoservice, secondo quanto da noi accertato, ha stipulato il contratto di assunzione dei servizi in data 14/10/2013. In quell’occasione ha presentato una fidejussione, a garanzia della corretta esecuzione delle prestazioni, della Onix Asigurari (la compagnia bloccata dall'Ivass a fine anno) che, essendo antecedente il 23 dicembre, è perfettamente valida.
 
Inoltre, la Teknoservice, sempre in data 14/10/2013 ha stipulato il contratto di acquisizione del ramo d’azienda direttamente dalla procedura straordinaria, presentando una fidejussione di una società italiana (tra l’altro di Torino) del tutto estranea a queste vicende. I documenti dicono questo e nulla più. Lo stesso Consorzio Canavesano Ambiente ha negato di aver mai considerato la fidejussione della Onix Asigurari come inefficace o non valida. A chi giova questo clima di paura e di allarme sul futuro? Sicuramente non alle famiglie dei dipendenti, sicuramente non al territorio. E pensiamo neanche al Consorzio Canavesano o alla procedura straordinaria, che hanno trovato una soluzione dopo quattro anni di crisi. 
 
Concludo sperando che si trovi una soluzione per liquidare nel più breve tempo possibile le spettanze, soprattutto a chi è rimasto senza lavoro. Auspicando che i Comuni ancora in debito verso la procedura possano sanare la loro posizione nel più breve tempo possibile, per dare modo a chi lavora in Teknoservice di godere finalmente della serenità che si merita».
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